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Giulietto Chiesa Ambienti massonici attaccano la Voce delle Voci

Ambienti massonici attaccano la Voce delle Voci

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Lettera aperta di Giulietto Chiesa - 24 settembre 2008
In seguito alle intimidazioni e minacce di azioni giudiziarie pervenute alla redazione de "la Voce delle Voci" da ambienti massonici italiani - così come specificato in un editoriale pubblicato sul sito del mensile - l'europarlamentare Giulietto Chiesa ha espresso la propria solidarietà in una lettera aperta...




indirizzata al direttore e al condirettore Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola.

Caro Andrea e cara Rita,
mi giunge notizia delle vere e proprie intimidazioni che la Voce delle Voci sta subendo  dopo la pubblicazione della prima parte degli elenchi degli affiliati a varie logge massoniche.
Viviamo in tempi in cui la Costituzione, legge fondamentale dello stato italiano, viene violata impunemente da alcuni (ex?) affiliati a logge massoniche. Il più preclaro dei quali è niente meno che l'attuale capo del governo.
In quel testo fondamentale, per me e per voi,  è scritto che le associazioni segrete sono vietate. Ne deriva che chi ne fa parte si colloca (o si è collocato), fuori dalla  (e in contrasto con la) legge fondamentale dello stato.
Avrebbero dunque ragioni di obiettare alla pubblicazione degli elenchi, dunque, solo coloro che vi fossero stati  erroneamente inclusi. Ma se le vostre fonti sono buone, come non ho ragione di dubitare, voi avete tutto il diritto - ed, essendo venuti in possesso di informazioni su materie che minacciano la legalità repubblicana, anche il dovere - di darne informazione pubblica.
Invocare, come fanno gli avvocati massoni che vi hanno diffidato, la legge sulla privacy equivale, mutatis mutandis, a esigere che un reato non sia reso pubblico una volta lo si sia scoperto.
Leggo che il Gran Maestro Gustavo Raffi cita Mauro Paissan, dell'Ufficio del garante della Privacy, nella lapidaria dichiarazione secondo cui "Queste liste non sono a disposizione del primo che passa". Mi auguro che il signor Paissan non abbia pronunciato davvero una frase così priva di senso.
Un giornalista che fa il suo mestiere, infatti, non è "il primo che passa". Ma anche "il primo che passa" - nel senso di cittadino qualunque - ha diritto di sapere se c'è qualcuno che, per motivi poco confessabili evidentemente (altrimenti perchè tanta furia dopo che emergono i nomi), si associa segretamente. Per quali scopi? Con quali vantaggi (non risulta che la P2 facesse beneficenza, per esempio)?
E se tutto è chiaro, perchè mettersi al buio? I nostri padri costituenti avevano avuto la vista lunga, purtroppo.
Il trucco è dunque il solito: intimidire, spaventare, impedire. Io sto dalla vostra parte e, per quanto possibile, vi aiuterò nella vostra battaglia per la riduzione a zero dei misteri d'Italia. Ce ne sono fin troppi. Il compito è immane e la storia di questi anni  ha già messo in luce, più volte, che associati di organizzazioni segrete hanno messo i bastoni tra le ruote della giustizia. Togliere almeno un velo è già opera meritoria.
 
Saluti affettuosi
 
Giulietto Chiesa
parlamentare europeo


La redazione di ANTIMAFIADuemila sostiene con piena convinzione la battaglia degli amici e colleghi Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola in difesa del diritto all'informazione.