Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Giulietto Chiesa Al Presidente della Commissione sul cambiamento climatico del Parlamento Europeo

Al Presidente della Commissione sul cambiamento climatico del Parlamento Europeo

giulietto-chiesa-web2.jpg

di Giulietto Chiesa-Megachip - 7 luglio 2008
Stimato Presidente Karl-Heinz Florenz,
dopo avere letto con attenzione il complesso dei documenti che lei ha posto all'attenzione della Commissione Clima, sento il bisogno di inviarle queste mie sintetiche considerazioni.

 


La ringrazio intanto - e aggiungo il mio ringraziamento a tutti i funzionari che l'hanno aiutata in questo difficile lavoro - per la vastità delle acquisizioni cognitive di cui anche io ho potuto avvalermi per poter giungere a conclusioni scientificamente fondate.

La relazione che lei ha presentato rappresenta un alto punto di approdo, politico e culturale, che onora la funzione legislativa del Parlamento nel suo complesso e sottolinea il ruolo dell'Europa per fronteggiare una crisi che non possiamo esitare a definire "epocale".
Per questo voglio, prima di tutto, esprimere il mio apprezzamento.

Tuttavia non posso non rilevare, e segnalarle, la mia preoccupazione per lo stato delle cose. Vedo, con grande inquietudine, un netto distacco tra la chiara denuncia della gravità della situazione e un insieme di provvedimenti legislativi, della Commissione che, pur lodevolmente inscritti nell'ambito della funzione di leadership dell'Unione Europea sul tema del climat change, restano molto al di sotto della necessità assoluta di produrre una riduzione delle emissioni di CO2 su scala globale.

Credo che alla nostra Commssione clima spetti dunque un compito molto importante. E sono convinto che il documento che porterà la sua firma resterà comunque nella storia del Parlamento Europeo come uno dei momenti di maggiore importanza per cambiare il corso delle cose.

Per questo sono convinto che sia necessario innalzare il tono dell'allarme e della preoccupazione del Parlamento, come strumento di spinta verso scelte più coraggiose e realistiche.
Sono perfettamente consapevole delle obiezioni (tante volte ascoltate nei dibattiti di questi mesi) secondo cui non si devono  gettare allarmi eccessivi che potrebbero incidere negativamente sull'economia e sulla società nel suo complesso. Ma ritengo che al momento attuale l'inclinazione di molti attori sociali (dai produttori automobilistici ai produttori energetici, ma anche ai sindacati) sia pericolosamente oscillante attorno al "business as usual". Mentre noi sappiamo (e so che lei condivide questo mio giudizio) che con politiche di solo "green business" e di "business as usual" non sarà possibile fare fronte ai disastri che si annunciano.

Inoltre registro, da parlamentare italiano, che senza una potente spinta politica non si potrà correggere molte scelte della stessa Europa che sono state fatte anni addietro, quando ancora il problema climatico non era neppure giunto all'orizzonte della politica. Scelte che continuano a procedere, senza correzioni, sebbene sia ormai evidente che esse non sono più né compatibili con il nostro ragionamento generale sulle emissioni, né razionali rispetto alle esigenze di spesa e di organizzazione sociale e produttiva e di adattamento al climat change.

Mi riferisco al problema dell'Alta Velocità: una progettazione, concepita come di lungo respiro, avviata oltre un decennio fa, ma ormai completamente inadeguata, insostenibile, errata. Eppure sostenuta dall'Europa (oltre che dai governi italiani) con previsioni di impieghi di spesa spropositati e insensati che tra pochi anni si riveleranno totalmente sbagliati.

Cioè vedo una parte dell'Europa, il Parlamento, la Commissione Clima, agire in una direzione, giusta, mentre altri segmenti dell'autorità europea procedono in ordine sparso e in direzioni opposte. Come se la mano destra non sapesse neppure ciò che sta facendo la mano sinistra.

Spero che lei comprenda l'esigenza che le prospetto e possa introdurre nel ragionamento che proporrà allla Commissione Clima e al Parlamento, quelle sottolineature che sono necessarie per promuovere un reale cambio di marcia dell'Unione nel suo complesso.

Con i sensi della mia stima
Giulietto Chiesa   Tratto da megachip  7 luglio 2008