Archivio Antimafia Duemila

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Giulietto Chiesa Chiesa/Barnard: posizioni differenti

Chiesa/Barnard: posizioni differenti

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di Giulietto Chiesa - Megachip - 31 maggio 2008
Ultimo atto dello scambio d'opinioni fra Giulietto Chiesa e Paolo Barnard. Leggi gli interventi precedenti 





Invio questa mia ultima replica, e poi vorrei chiudere questa discussione, in cui a me è molto chiara la radicale differenza di posizioni politiche, metodologiche, sociologiche e filosofiche, tra ciò che pensa e scrive Barnard e ciò che scrivo e penso e faccio io.
Io non ne faccio scandalo. Ciascuno è libero di pensare e agire come crede (se può). Mi stupisce che Barnard si stupisca della evidente (e cospicua) differenza di punti di vista e di linee politiche tra di noi, e quasi pretenda che io debba accettare la sua. Ripeto: la colgo benissimo, e non la condivido. A questo punto non resta che la prova del budino. Se Barnard è convinto di quello che propugna, provi a realizzarlo. Staremo a vedere.
E, se ha ragione lui, ci faremo da parte come chiede. Per intanto, con tutta la nostra modestia, noi cercheremo di dare voce a chi non ce l'ha con le modalità che siamo capaci di mettere in campo. Non avendone altre che ci paiano praticabili.

Giulietto Chiesa
 

La lettera di Barnard a cui risponde Giulietto Chiesa.
Caro Chiesa,
la visione della Storia dei popoli dove esiste un pifferaio pernicioso che conduce alla rovina le masse è quanto di più datato si possa immaginare. Sono i popoli che conducono i pifferai e che se ne sbarazzano all'occorrenza. La storia d'Italia ne è l'esempio più lampante: abbiamo avuto fior di pifferai malvagi e fior di "guide sagge, coraggiose e capaci intellettualmente", ma nonostante l'esistenza delle seconde (proprio ciò che tu auspichi) non si è risolto un gran che, semplicemente perché il nostro popolo non si decide a sbarazzarsi dei primi, non sa ma soprattutto non vuole farlo.  
Sulla mia apparente "contraddizione insanabile", di nuovo ti invito a leggere meglio ciò che ho scritto. Io dico che proprio per aiutare la gente a organizzare la propria riscossa occorre l'azione sia dei cosiddetti personaggi sia degli attivisti, ma con una differenza cruciale: non ponendosi come perni centrali (le "guide") ma al contrario mettendosi e lavorando in secondo piano per incoraggiare le persone a dirigersi loro stesse al centro, dove poi faranno, nel ruolo di guide di se stesse, finalmente quel lavoro di eliminazione dei pifferai perniciosi. Questo è "dare voce a chi non ce l'ha". L'ho scritto, non comprendo come tu non l'abbia colto.
Con stima,
Barnard