Archivio Antimafia Duemila

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Giulietto Chiesa Alla tavola dell'insetto piatti odifreddi

Alla tavola dell'insetto piatti odifreddi

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di Giulietto Chiesa - 9 aprile 2010
I genovesi hanno una espressione molto divertente per esprimere stupore. Suona così: «me tucu se ghe sun». Traduzione: devo toccarmi, darmi un pizzicotto, per vedere se, davvero, sono sveglio.
  



Più o meno come è successo a me assistendo all’Insetto che dedicava una intera trasmissione di Porta a Porta nientepopodimeno che al Diavolo.

Con tanto di vescovi esorcisti, di giornalisti si fa per dire, e perfino di contestatori del Diavolo. Questa sì che è par condicio! Questi ultimi nella figura riassuntiva del professore Odifreddi.

Mi è venuto in mente, per associazione d’idee, che tutti i presenti, sicuramente, pensano all’unisono che ogni indagine circa gli eventi lontani dell’11 settembre è pura fantasia allucinatoria e che, chi ne parlasse, sarebbe da includere nel novero dei malati di mente, o degli esaltati (che è quasi la stessa cosa). Odifreddi ha infatti contribuito a un divertente volume che, più o meno in quel modo, cercava di contestare il nostro intento analitico sugli eventi dell’11 settembre 2001.

Libero lui e liberi tutti, quindi, di affrontare indifferentemente il tema (assai scientificamente fondato) del Diavolo e della sua millenaria organizzazione criminale.

Stupisce soltanto che nessuno dei presenti sia sia ricordato di citare Mikhail Bulgakov, che, nel suo capolavoro “Il  Maestro e Margherita” diede un contributo essenziale allo svisceramento del problema decrivendo la psicologia di Woland, Azazello & Company con assoluta precisione.

Ma queste sono quisquilie letterarie, di fronte al gigantesco problema rappresentato da Lucifero. Sicuramente lui ispiratore del dilagare della pedofilia negli stabilimenti educativi cattolici sotto tutte le latitudini e longitudini. Purtroppo nemmeno di questo si è parlato. Le colpe (indubitabili) di Lucifero sono, com’è noto, altre.

Quanto al professor Odifreddi, sempre per associazione d’idee, mi pare si adatti per lui la splendida  metafora che Travaglio ha coniato per il Partito Democratico dialogante con Berlusconi: del PD che si siede a tavola «senza accorgersi che il suo ruolo non è di commensale, ma di pietanza».

Andare negli spettacoli dell’Insetto – vale per Odifreddi, come valse per Bertinotti, e per tutti gli altri che non hanno ancora capito come funziona la televisione – equivale a recitare in una commedia di cui non sanno nemmeno la trama, con la presunzione di avere una parte. Attori comici, di regola. Appunto: pietanza per l’Insetto.

Tratto da:
megachip.info