Archivio Antimafia Duemila

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Giulietto Chiesa Il capitalismo globalizzato: dal dollaro al tunnel - Pagina 2

Il capitalismo globalizzato: dal dollaro al tunnel - Pagina 2

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Il capitalismo globalizzato: dal dollaro al tunnel
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Adesso, a vertice londinese appena concluso, il coro del mainstream è unanime: la crisi, se non è finita, sta per finire. Si ricomincia daccapo.
Ma non è vero. È un disperato tentativo, inutile e sbagliato, di tranquillizzare gl’investitori e le opinioni pubbliche ormai in bilico tra l’angoscia e la furia.
E non è facile discernere se lo facciano perchè non hanno capito quello che sta succedendo, oppure se hanno capito ma non vogliono dircelo e nemmeno dirselo. I 20 protagonisti del disastro, chi più chi meno, si sono messi d’accordo per inscenare uno spettacolo. Lo si vede dalle cifre, anch’esse truccate – la classica montagna che partorisce il classico topolino – che parlano di un accordo per un trilione, mille miliardi di dollari, per parare il disastro delle economie emergenti. Ma questo equivale a una goccia nel mare.

Si danno, cioè si stampano, altri trilioni di di dollari per sostenere un sistema bancario che è paralizzato da quadrilioni di dollari di titoli “tossici”, di derivati-finzione che hanno sommerso l’economia reale in un mare di carta. Sono ordini di grandezza incomparabili, come di chi vorrebbe svuotare il mare con un secchiello.

Qualcuno – come Stiglitz e Krugman, due premi Nobel per l’economia – grida avvertimenti inascoltati. Ma lo spettacolo deve andare avanti ad ogni costo, anche se dovrebbe essere evidente che l’impero del dollaro sta finendo, insieme all’impero degli Stati Uniti. Obama non può già più decidere da solo.