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Giulietto Chiesa Lettera ai miei amici ed elettori in vista delle elezioni europee

Lettera ai miei amici ed elettori in vista delle elezioni europee

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di Giulietto Chiesa - 30 marzo 2009
Sento il dovere di informare tutti coloro che, in questi anni, mi hanno dato la loro fiducia, o hanno interloquito con me, anche aiutandomi con le loro osservazioni critiche, sugli sviluppi della mia collocazione politica e del mio impegno futuro.



Avevo già dichiarato, in diverse occasioni pubbliche e private, che non mi sarei candidato alle prossime elezioni europee. Le motivazioni sono forse già note ad alcuni, ma intendo qui ripeterle: non vi sono liste politiche nelle quali potrei candidarmi senza contraddire le mie posizioni.
 
Una candidatura in una qualsiasi delle liste politiche significherebbe oggi avallare forme e modi con cui esse sono state concepite, e anche attenuare o stemperare la dura critica politica nei confronti dei comportamenti e delle scelte di tutti i partiti del centro sinistra e della sinistra in questi ultimi anni.
 
Mi candiderò tuttavia alle elezioni europee. Ma in un altro paese. Ho accettato la proposta di candidatura del partito “Per la Difesa dei Diritti Umani in una Lettonia Unita” . Si tratta di una decisione che mi consente di portare avanti la mia battaglia per il rispetto dei diritti delle minoranze in Europa. Nel caso specifico delle minoranze prevalentemente di lingua russa che non hanno ancora ottenuto pieno diritto di cittadinanza nei paesi del Baltico. Considero inaccettabile una situazione in cui decine di migliaia di cittadini europei non godono dei diritti civili fondamentali, fino al punto che essi non possono esercitare i diritti elettorali attivi e passivi, e sono mantenuti nell'incredibile status di “alieni” nel loro stesso paese, che si chiama non solo Lettonia, ma anche Europa.
Considero grave il permanere di un tale problema irrisolto. Anche perché esso avvelena e incancrenisce i rapporti tra i paesi del Baltico e la Russia e, quindi, i rapporti tra Russia ed Europa. Ritengo che la mia presenza in quella campagna elettorale possa aiutare a costruire nuovi ponti di cooperazione e di buon vicinato tra Europa e Russia. Il partito in cui lavorerò, come indipendente, in Lettonia, è un partito europeista ma critico verso l'attuale Europa neo-liberista; democratico; fortemente ambientalista. Caratteristiche, tutte, che mi rendono facile questa coabitazione.
 
Dico subito che la mia candidatura non significa automaticamente elezione. Al contrario le possibilità in questo senso sono assai ridotte, per non dire nulle. Ma la mia partecipazione a quel dibattito politico rientra comunque nel mio più ampio impegno internazionale, che non verrà meno a prescindere dal risultato elettorale.
 
I miei elettori e amici non troveranno quindi il mio nome su nessuna scheda italiana. Il che non significa, in ogni caso, una riduzione del mio impegno politico sulla scena nazionale. Semplicemente non esistono in questa fase le condizioni per una mia presenza nelle istituzioni rappresentative del mio stesso paese. Ma io resto dell'idea che non ci si debba arrendere di fronte allo strapotere delle destre e alla insulsa politica rinunciataria delle sinistre. Solo che occorre tempo e grande determinazione per ricostruire ciò che è stato distrutto, per difendere la nostra Costituzione, per fondare insieme una nuova e alternativa visione del mondo all'altezza della tempesta che si annuncia.
 
Una parte del mio tempo, sicuramente non piccola, resterà dunque dedicata all’Italia, e non potrebbe essere altrimenti data la gravità della situazione del mio paese, e la acuta emergenza democratica e informativa in cui si trova. I progetti di democrazia nella comunicazione, su cui ho concentrato i miei sforzi in questi anni, da “Megachip” a “Pandora Tv”, alla nuova rivista trimestrale “Cometa”, il cui primo numero esce in questi giorni, sono a disposizione di tutte le forze del movimento democratico che si oppongono al declino morale, politico, culturale ed economico del nostro paese.
Vorrei che fosse ben compreso da tutti che la battaglia per la democrazia e per i diritti è un cardine dell'Europa che vogliamo costruire. Non concerne solo la Lettonia, ma anche, sempre di più, l'Italia, dove i colpiti sono in primo luogo i lavoratori.
 
Rivolgo un grazie sentito a tutti coloro che hanno dato il loro contributo, nelle forme in cui hanno potuto, alle iniziative che ho portato avanti.
Spero di ritrovarvi in tanti, e moltiplicati per mille, nelle battaglie che ci attendono.
 
Giulietto Chiesa