Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Giulietto Chiesa Discorso al Forum Mondiale dell'Acqua

Discorso al Forum Mondiale dell'Acqua

Indice
Discorso al Forum Mondiale dell'Acqua
Pagina 2
Pagina 3
Tutte le pagine

giulietto-chiesa-web10.jpg

di Giulietto Chiesa - 23 marzo 2009 - Megachip
Quando il World Political Forum, su spinta di Riccardo Petrella, iniziò a pensare in merito alla promozione dell’iniziativa “Making Peace with Water” («Fare pace con l’acqua» ndt), il nostro intento era di migliorare la comprensione della profondità della crisi, ma anche di migliorare la capacità umana di trovare soluzioni.


La questione era – e ritengo che sia – intrecciare la questione dell’acqua con il tema più ampio del cambiamento climatico. Perché è chiaro che ogni passo nella lotta al cambiamento climatico dovrebbe produrre (lo produrrà se sarà reale e concreto) un miglioramento nella condizione mondiale dell’acqua pulita.
E viceversa, è assolutamente evidente che risolvere la crisi dell’acqua sarà il contributo essenziale a una nuova strategia mondiale volta ad affrontare il riscaldamento climatico.
Se l’umanità non avrà successo in questa lotta, dobbiamo essere consapevoli che tutto il ciclo idrologico verrà cambiato – o meglio dire: sarà devastato – in tutto il mondo, con conseguenze imprevedibili di carattere economico, sociale e politico. Conseguenze che incideranno non solo sui diritti umani di interi paesi, popolazioni, comunità, ma anche sulla loro sicurezza.

Infatti siamo già in guerra con l’acqua. Noi, esseri umani, abbiamo iniziato questa guerra 25 anni fa, quando nei confronti della natura abbiamo iniziato a essere in “overshooting” (“condizione di sfruttamento delle risorse oltre il limite della loro rigenerazione”, ndt). Purtroppo questa conclusione non è abbastanza diffusa come richiederebbe, l’alto livello di complessità dell’attuale crisi globale non è abbastanza compreso non solo dalla gente comune, ma nemmeno (è questo è preoccupante) da molti decisori politici ad alti livelli.

La più importante conclusione del Memorandum “Peace With Water” è che abbiamo bisogno con urgenza di una nuova architettura istituzionale mondiale che tenga testa a questo problema, un’Agenzia specializzata con mezzi legali ed economici per affrontarlo, per prendere decisioni democratiche e applicarle. Non possiamo nemmeno immaginare che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU sia convocato su qualcuno di questi problemi. Tanto meno di assumere decisioni sagge su questo.

Ma questa è anche essenzialmente una questione di interventi pubblici e misure regolatrici . Tutto ciò non può essere risolto da meccanismi di mercato, da azioni caotiche, individuali e separate. Non c’è alcuna mano invisibile capace di mettere ordine nelle nostre relazioni con la natura, perché l’economia – e il denaro – sono strumenti artificiali creati dall’Uomo che non hanno rapporti con le leggi naturali che governano la natura.

Questi sono un paio di importantissimi punti concettuali da esaminare molto da vicino. E non lo si è fatto ancora. O, almeno, è stato fatto con grande confusione tra scienza e ideologia.