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Giulietto Chiesa 11/9 un'inchiesta da ZERO

11/9 un'inchiesta da ZERO

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11/9 un'inchiesta da ZERO
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Il film ZERO esce in DVD in Russia e in tanti altri paesi dell’ex URSS. Lo scorso settembre fu trasmesso in prima serata sul Primo Canale russo, seguito da un dibattito con Giulietto Chiesa e altri nel programma «Zakritij pokaz» (“Proiezione privata”) davanti a trenta milioni di telespettatori. 


Ora l'uscita del DVD, comprensivo del film e del dibattito, riapre la discussione sulla verità dell’11/9 lungo uno spazio geopolitico molto vasto.

"ZERO" in Russia, ecco il riassunto del dibattito a cura della BBC

di Pino Cabras - 2 ottobre 2008 - Megachip - da pino-cabras.blogspot.com


Così va il mondo. La stampa e la TV italiana hanno ignorato che il 12 settembre 2008 un film italiano, “Zero”, ha spopolato in prima serata sugli schermi televisivi di un paese di oltre 140 milioni di abitanti, la Russia. Un simile successo non è frequente per un prodotto mediatico italiano. Neanche il più sbrindellato manuale minimo di giornalismo lascerebbe dubbi: questa è una notizia, e anche bella grossa. Solo che da noi non è così.

Non sia mai che si debba fare il nome degli autori, non sia mai che si sostituiscano i “reality” con la Realtà. Non sia mai che si affronti finalmente il tema posto da questo documentario.
Perciò zitti.

Guardando al panorama delle redazioni italiche, uno studioso dei media ci vedrebbe un enorme buco giornalistico. Un criminologo constaterebbe omertà. Un cremlinologo scorgerebbe disinformazione.

La BBC – invece – se n'è accorta puntualmente. Grazie al suo servizio di monitoraggio dei media ha fornito un riassunto in inglese del dibattito che ha accompagnato il film. È il primo compendio linguisticamente disponibile anche per le sguarnite antenne del nostro Occidente sempre più male informato. Ecco la versione in italiano del monitoraggio di BBC:

Per segnare il settimo anniversario degli atti terroristici dell'11/9, il 12 settembre 2008 il Canale Uno della TV russa ha mostrato un discusso documentario, “Zero”, che confuta la versione ufficiale degli eventi. La trasmissione del film, realizzato dall'eminente giornalista ed europarlamentare Giulietto Chiesa, è stata seguita da un dibattito in studio, nel quale due gruppi di esperti – quelli che concordano con la versione di Chiesa e quelli in disaccordo con essa – hanno espresso i loro punti di vista.

«Il film che andremo a discutere stasera – giustamente o no – contesta la versione ufficiale degli eventi, ma il film – e io l'ho guardato con grande attenzione almeno due volte – non accusa mai direttamente il governo degli Stati Uniti d'America o il Congresso, né alcune forze oscure in America, né il Consiglio degli [Affari] Esteri [americano], di aver escogitato e organizzato gli atti terroristici. Perciò vi chiedo: chi li ha fatti?» ha detto il moderatore Aleksandr Gordon all'inizio del dibattito.

Secondo Alekseij Puškov , autore e presentatore del programma di attualità “Postscript” sul canale Tv russo «Centro», nonché direttore dell'Istituto di Studi Strategici presso l'Accademia Diplomatica, gli atti terroristici di New York nel settembre 2001 furono organizzati da «un gruppo molto influente di persone che aveva bisogno di essi».

Vitalij Tret'jakov , direttore della rivista «Classe Politica» ed ex direttore del quotidiano «Nezavisimaja Gazeta», ha descritto il rapporto ufficiale USA come “fiction”. Tret'jakov ha detto che non riesce a immaginare che un piccolo gruppo di terroristi possa aver architettato gli attentati.

D'altra parte Vladimir Rubanov, ex capo del dipartimento analitico del KGB, ha detto di non aver visto chissà che di straordinario in quanto è accaduto, tanto da ritenerlo plausibile.

Mikhail Leont'ev, presentatore televisivo del Primo Canale russo e direttore della rivista «Profil'», ha detto di non credere alla versione ufficiale degli eventi per tre ragioni. La prima, ha detto, «è che era un atto terroristico “una tantum”. Una certa organizzazione ha commesso un atto del tutto straordinario dal punto di vista del suo coordinamento. Viene presunto che questa organizzazione esista ancora, continui a combattere e uccida gente, stia vincolando l'esercito USA a stare in due paesi nel mondo, mentre non c'è stato un solo atto [terroristico] sul suolo degli Stati Uniti da allora»
«Il fatto che non ci sia stata una singola ripetizione di questo atto terroristico dimostra che il primo era falso», ha aggiunto.

Leont'ev ha continuato: «Seconda questione, perché [è stato commesso l'atto terroristico dell'11 settembre]? Gli Stati Uniti ne hanno molto beneficiato. Certi circoli che sono certamente legati all'attuale amministrazione ne hanno tratto vantaggio. Era così tanto nei loro interessi che l'atto terroristico è diventato inevitabile».
«Terzo, tutte le persone che sono state considerate come i finti o veri organizzatori di questo atto [terroristico], tutte queste persone erano controllate dai servizi speciali americani».

Aleksandr Šaravin, direttore dell'Istituto di Studi Politici e Militari, ha detto di aver trovato molti degli argomenti usati nel film di Chiesa non convincenti.

Alekseij Vvedenskij , un portavoce per conto dei progetti di costruzioni speciali di Mosca, ha detto di sostenere la versione ufficiale. Ha affermato che le torri gemelle sono crollate perché furono colpite dagli aerei, non perché fatte esplodere. Ha spiegato in dettaglio tecnico come ciò sarebbe potuto accadere.

Un altro specialista in costruzioni, il direttore del centro di ricerca su Rischi e Sicurezza degli Edifici, Ašot Tamrazijan , ha detto che la sua organizzazione aveva creato un modello e portato avanti molti test che hanno evidenziato che le torri gemelle non sarebbero potute crollare a meno che non vi avessero contribuito altri fattori.

L'architetto Mikhail Khazanov non ha potuto spiegarsi il crollo del terzo edificio.

Il regista Vladimir Khotinenko ha elogiato il film per aver sollevato domande senza emettere sentenze. Ha inoltre detto che il collasso delle torri era molto “cinematografico” nello spirito dei film hollywoodiani di migliore incasso.

Il corrispondente del Primo Canale Vladimir Sukhoj era molto vicino alle torri gemelle quando crollarono. Ha detto di essere stato testimone della tragedia e di credere alla versione ufficiale.

Robert Bridge, direttore del quotidiano in lingua inglese «The Moscow News», ha dubitato che un aereo civile Boeing abbia colpito l'edificio del Pentagono. Ha detto: «In ogni incidente aereo ci sono dei resti. Ci sono bagagli, sedili, ecc.»: «Perché questo aereo ha avuto un incidente in modo così diverso da qualsiasi altro incidente cui abbiamo assistito?» ha chiesto.

Il cosmonauta Vladimir Dežurov, che al tempo si trovava nella Stazione Spaziale Internazionale e ha visto gli eventi dell'11/9 dallo spazio, ha detto anch'egli che un incidente aereo si lascia dietro dei detriti.

Un altro testimone oculare, il corrispondente di ITAR-TASS, Jurij Kiril'čenko , ha detto che il film ha dimostrato che c'è ancora bisogno di una seria inchiesta sulla tragedia poiché molte domande sono rimaste senza risposte.

Nessuno dell'audience ha sollevato la mano quando il moderatore ha chiesto di farlo nel caso che qualcuno credesse alla versione ufficiale.

Originalmente pubblicato dal Primo Canale della TV di Stato russa, a Mosca, in russo – n. 1725 - 12 Settembre 2008.
(c) 2008 BBC Monitoring Former Soviet Union.
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Fonte: BBC Monitoring Former Soviet Union

Sin qui il resoconto della BBC.