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Giulietto Chiesa Lettera di Giulietto Chiesa alla commissaria europea per le relazioni estere

Lettera di Giulietto Chiesa alla commissaria europea per le relazioni estere

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di Giulietto Chiesa - Bruxelles - 29 ottobre 2008
Gentile Benita Ferrero-Waldner,
Rilevo da informazioni di stampa che la Commissione Europea ha stanziato 300 milioni di euro per la "ricostruzione della Georgia". Rilevo che una conferenza dei donatori, con la partecipazione e promozione dell'Unione Europea, ha raccolto impegni per oltre 4,5 miliardi di euro per "ricostruire parti della Georgia che sono state danneggiate".(to rebulid parts of Georgia that were damaged in its war with Russia).


La mia domanda è: a chi andranno queste ingenti somme?

A quanto sembra di capire esse saranno consegnate al Governo di Tbilisi. Lo deduco dal fatto che l'Unione Europea (e gli altri donatori) considerano quello di Tbilisi l'unico governo legittimo della Georgia, intendendo per Georgia il territorio della Repubblica Socialista Sovietica di Georgia, cioè anche i territori dell Ossetia del Sud e dell'Abkhazia.

Ciò significa che questo denaro non sarà usato per ricostruire le "parti della Georgia" che maggiormente hanno subito distruzioni. Avendo visitato Tzkhinval posso testimoniare che il livello delle distruzioni materiali in quell'area è enorme e richiederà grandi sforzi economici anche solo per un elementare ripristino della vita civile.

Faccio rilevare che, se questo fosse l'esito dell'iniziativa europea, non soltanto l'Europa premierebbe l'aggressione georgiana contro il piccolo popolo dell'Ossetia del Sud, ma - cosa davvero paradossale - l'Unione Europea, mentre dichiara di riconoscere l'integrità territoriale della Georgia, di fatto riconosce invece che la regione dell'Ossetia del Sud non ne fa più parte, proprio in quanto non è abilitata a ricevere fondi per la ricostruzione.

A quanto pare l'errore di valutazione, che ha impedito all'Unione Europea di condannare con chiarezza l'aggressione georgiana, continua a produrre frutti velenosi e paradossi a non finire.

Per evitare questa situazione sarebbe indispensabile che l'Unione Europea decidesse di erogare direttamente all'Ossetia del Sud, senza passare attraverso Tbilisi , una parte dei fondi europei e internazionali.

Meccanismi di questo genere sono stati già sperimentati altrove e ripetutamente. In questo caso, anche a difesa delle condizioni di vita di decine di migliaia di vittime della guerra, è indispensabile prendere atto che il governo georgiano non è in grado e non vorrà garantire la ricostruzione di quelle parti del territorio che considera proprie.

Questo è l'unico modo di soddisfare quello che il Presidente Barroso ha definito "l'imperativo morale di aiutare un vicino che ne ha bisogno" ( a moral imperative to help a neighbour in need). Altrimenti dovremmo concludere che l'Ossetia del Sud non è un nostro "vicino".

Distinti saluti
Giulietto Chiesa, parlamentare europeo




LETTERA APERTA AL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI - 29/10/08

Mosca 29 Ottobre 2008
Signor Ministro,
Le scrivo dopo una visita in Ossetia del Sud, effettuata nei giorni 25 e 26 di questo mese.
Per segnalarle l'alto livello di pericolosità da me rilevato lungo la linea di demarcazione tra Ossetia del Sud e Georgia, risultante degli effetti prodotti dall'aggressione della Georgia contro l'Ossetia, scatenata nella notte tra il 7 e l'8 Agosto.

Il sopralluogo mi permette di rilevare:

• L'assenza (o non visibilità) degli osservatori europei in quel giorno, nel determinato punto di osservazione da me visitato, a sud est di Tzkhinval.
• Assenza delle forze russe nelle immediate vicinanze della linea di demarcazione.
• Come conseguenza le forze militari georgiane e sud-ossetine si trovano ora a diretto contatto, con possibilità, in ogni momento, della ripresa di scontri armati e di altre azioni di provocazione.

In effetti, secondo le testimonianze di fonte ossetina da me raccolte, duelli di arma da fuoco sono molto frequenti. Non solo: ho potuto raccogliere la documentazione di undici persone, tutti uomini, in gran parte giovani e giovanissimi, che risultano essere state rapite da gruppi armati non identificati e portati in territorio georgiano. Di questi undici sequestrati posso fornire, all'occorrenza, le generalità. Che comunque trasmetterò alle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. E' da notare che tutto ciò sta avvenendo dopo il cessate il fuoco che ha fatto seguito al conflitto di Agosto e che è stato siglato a nome dell'Unione Europea dal presidente francese Sarkozy. Gli ultimi rapimenti risalgono alle ultime due settimane. Di queste persone non c'è più traccia. Il governo di Tzkhinval denuncia il ripetersi di azioni terroristiche sul suo territorio.

Sottolineo queste circostanze perché è evidente che l'Unione Europea ha ora la diretta responsabilità politica e morale di impedire che quella precaria frontiera sia penetrabile a piacimento da gruppi di provocatori, o semplicemente da criminali in cerca di ostaggi da vendere.

Rilevo che, nelle presenti circostanze, e nel formato attuale, l'Unione Europea non è in grado di garantire l'impenetrabilità di quella frontiera.

Rilevo che, dopo avere insistito per il ritiro delle forze russe all'interno dell'Ossetia del Sud (ed avendo la Russia rispettato i patti) , non sarà possibile riversare su di essa la responsabilità per ciò che è altamente probabile accada.

L'Italia ha inviato un gruppo di osservatori a far parte del contingente europeo e dunque condivide in toto questa responsabilità. Vorrei quindi sapere da lei qual è il mandato entro cui agiscono i nostri osservatori, quali le istruzioni impartite dal nostro governo, le modalità della loro selezione, e cosa intenda fare il governo italiano per fare fronte alla situazione sul campo. Situazione che, ripeto – anche alla luce delle gravi dichiarazioni del presidente Saakashvili, che annunciano la ripresa delle ostilità – minaccia un rapido peggioramento.

Distinti saluti
Giulietto Chiesa, parlamentare europeo.

Tratto da: www.giuliettochiesa.it