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Lettere & Comunicati L'abolizione del "41 bis" ai mafiosi e la Rai

L'abolizione del "41 bis" ai mafiosi e la Rai

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di Giovanna Maggiani Chelli* - 7 luglio 2008

Il TG 1 delle 1,04 di questa notte sull’argomento abolizione “41 bis” ai mafiosi, è stato un telegiornale della Rai che ci ha fatto vergognare di appartenere ad un Paese dove non è più possibile contare sulla libertà di espressione.

La Rai ha confinato una notizia di vitale importanza per la democrazia di questo Paese a notte fonda , potremmo dire all’ora della strage di via dei Georgofili.
Inoltre i 30 secondi destinati a noi per poter dire quanto pensiamo sull’annullamento del 41 bis a macellai quali Giuseppe Barranca e Gioacchino Calabro, stragisti di via dei Georgofili, non sono stati neppure trenta secondi,  ma molto meno.
E’ chiaro che il concetto passato attraverso le agenzie è stato quello del  Signor Francesco Caruso il quale usando l’espressione “ipocrita” anche nei nostri confronti , ci fa comprendere davvero dove stà l’ipocrisia di chi porta avanti una demagogia ideologica di bassa lega, senza valutare veramente chi sono Gioacchino Calabrò , Giuseppe Barranca e tutti gli altri.
Il DNA dei mafiosi della strage di Firenze,  non consente dubbi sul fatto che mai in nessuna condizione “romperanno i rapporti con le cosche di appartenenza”, altrimenti a tempo debito si sarebbero “pentiti” e avrebbero collaborato con la giustizia, senza cercare fra le pieghe delle storture che regolamentano il “41 bis” di scappare dalle maglie della giustizia,
Non c’è un altro modo per controllare mafiosi come Gioacchino Calabro, Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno,  affinché non ordinino più la morte di  bambini e ragazzi se non tenerli isolati dal resto del mondo.
Inoltre il nostro non è “giusto rancore” perché abbiamo avuto i morti e gli invalidi , ma  senso civico e di grande responsabilità che verte soprattutto a far capire come siamo stati messi nelle mani della mafia  e da chi.

*Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


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