Archivio Antimafia Duemila

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Lettere & Comunicati L'intervento di Giovanna Maggiani Chelli - Pagina 3

L'intervento di Giovanna Maggiani Chelli - Pagina 3

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L'intervento di Giovanna Maggiani Chelli
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Non crediate che la mafia corleonese abbia creato alle nostre famiglie, meno dolore di quanto ne crearono i nazisti a Firenze, mi permetto di fare il paragone vista la tragicità dei fatti. Certo i numeri sono importanti, nel corso del 1944 tutta Firenze ha patito l'occupazione nazista, per gli eventi del 1993 invece solo un numero limitato di persone ha sentito il dovere di combattere, di resistere contro "cosa nostra"; lo dicono i numeri, solo 51 parti civili si sono costituite contro Riina Salvatore e Graviano Giuseppe in sede civile e inoltre abbiamo anche dovuto sentirci dire, proprio per questa "resistenza" che "lucriamo".
Saremmo dunque noi quelli che lucrano, noi che chiediamo a "cosa nostra" conto del male che ci ha fatto, per sanare i conti dissestati della nostra vita distrutta e dare speranza a chi deve andare all'estero per curarsi perché in questo Paese le medicine non funzionano, o piuttosto lucrano coloro che non si sono mai fatti carico di ciò che la mafia ha fatto a Firenze e a tutta l'Italia?
Noi chiediamo di essere ascoltati, chiediamo di poter avere giustizia e che sia detta la verità su questa strage, chiediamo di poter vedere corrisposto il giusto risarcimento per i danni subiti attraverso uno strumento, il Fondo 512 dello Stato, che per questo scopo è stato istituito, altro che lucrare.
I tre anni nei quali è durata la causa civile sono stati per noi di sofferenza con il dolore che si rinnovava ad ogni passaggio del processo, tre anni di ansie in attesa dei risarcimenti per curare i malati gravi resi così dal tritolo di Riina. E ora non solo sembrerebbero mancare i soldi ma dobbiamo anche temere che possano attribuirci la sola connotazione di vittime del terrorismo le quali non hanno un fondo di solidarietà e così tutto sarebbe sistemato. Per inciso vorrei aggiungere che è un errore non avere previsto un fondo dello stato anche per le vittime di terrorismo, come cominciammo a dire in tempi non sospetti.
Siamo sconcertati da tutto ciò e quindi concedeteci di dire che noi ne abbiamo le tasche piene di parlare di monumenti, che ci siano ridati i morti e ai feriti sia restituita una vita normale, si tolga dai loro occhi la disperazione mentre ci guardano e ci chiedono aiuto, così forse anche noi potremmo permetterci di fare dei bei discorsi sui monumenti. E per concludere, vorrei dire ben venga la presenza di esperti finanziari nelle procure, come si è auspicato di recente in un convegno europeo promosso da autorevoli esperti del settore, così in futuro quando a qualcuno verrà voglia di fare un'altra strage, le indagini degli esperti di finanza potranno trovare i canali bancari e i nomi degli intestatari dei conti correnti attraverso i quali sono transitati i soldi per pagare gli esplosivi delle stragi, perché in qualche conto dovranno pur esserci stati, non credo che fossero nascosti sotto il pianale di un rimorchio come hanno fatto con l'esplosivo.
Ma mentre si parla di propositi così importanti, non si dimentichi che noi siamo ancora qui come 15 anni fa, e non solo non possiamo permetterci di volare alto, non siamo neppure in grado di curare i malati; è vero abbiamo avuto sentenze passate in giudicato per il gotha di cosa nostra in soli quattro anni, e chi ne ha avuto il merito è giusto che se lo goda ma nessuno ci può impedire, allo stato dei fatti, di avere qualche recriminazione sulla rapidità con cui si è spedita in carcere "cosa nostra", e questo lo dico per noi perché ci sentiamo beffati, ma lo dico anche a nome di quei magistrati che hanno dato anni di vita lavorando freneticamente intorno a quelle indagini e a quei processi e che come Gabriele Chelazzi, hanno faticato duramente arrivando a soccombere.
Non si voglia però intendere o credere che non abbiamo esultato per quelle sentenze penali, certo che anche noi abbiamo esultato, e per due validi motivi: primo perché la mafia se ne è andata in galera a vita dopo solo quattro anni di processi, secondo perché intravedevamo nel tempo la possibilità per i malati di potersi finalmente curare con i risarcimenti che sarebbero derivati dalle successive cause civili. A questo punto chi deve, ci dica che cosa ci è rimasto in mano grazie alle leggi di questo Paese che vuole essere giusto e democratico ed è disposto ad annullare il 41 bis, l'ergastolo e quant'altro, ma obbliga le vittime ad andare in piazza con gli striscioni a chiedere il rispetto dei propri diritti.
Io vi chiedo di scusare, se potete, questo mio sfogo ma ho ritenuto doveroso dire ciò che ho detto per la memoria dei morti ma soprattutto per la vita di coloro che sono rimasti feriti o hanno contratto gravi malattie a seguito della strage, perché ritengo sia stata fatta una grande ingiustizia nell'accusarci di ingratitudine nei confronti del lavoro dei magistrati o, ancor peggio, di connotarci come coloro che vorrebbero lucrare su questa vicenda. Noi crediamo che questi punti di vista, a nostro giudizio distorti, siano anche figli di una cattiva e scarsa informazione su tutta questa vicenda, che ha portato le persone ad avere una visione errata dei fatti, e per questo quindi non gliene vogliamo fino in fondo.
Vi ringrazio per la pazienza, e invito i ragazzi a porre molta attenzione a quanto diranno loro i Magistrati, come già ne hanno mostrata per ciò che hanno detto i rappresentanti delle istituzioni, così da poter avere un quadro completo delle diverse opinioni, se saranno poi diverse.
Noi abbiamo lavorato tutto l'inverno per questo incontro, non volevamo questa sala VUOTA, come da troppi anni avveniva, perciò abbiamo lavorato nelle scuole spendendo molte energie per trasmettere ai ragazzi il nostro pensiero, con lo scopo, tra gli altri, di avere questa mattina davanti a questo autorevole tavolo, degli uditori informati sul punto di vista delle vittime della strage di Firenze, degli studenti che devono formarsi, capire e diventare gli uomini e le donne di domani, uomini e donne preparati, non inquadrati. E ne spenderemo molte di più l'anno prossimo, e negli anni a venire, di energie se avremmo i supporti economici necessari.
Raccogliete quindi il frutto del nostro lavoro, ascoltate gli esperti e fate tesoro di ciò perché il futuro è vostro. Noi abbiamo perso.

Giovanna Maggiani Chelli