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Lettere & Comunicati Fare impresa in carcere

Fare impresa in carcere

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13 maggio 2008
Enna.
Una giornata studio alla casa circondariale di Enna.
Partecipa Don Luigi Ciotti.


Si può avviare una cooperativa con le detenute di un carcere nell’entroterra siculo? E’ questa la domanda che pone la giornata studio organizzata dalla Casa Circondariale di Enna il 13 maggio alle 9 e trenta, dal tema “Atelier dietro le sbarre. Come fare impresa in carcere?”.

Alla tavola rotonda parteciperanno
il direttore del Carcere di Enna, Letizia Bellelli,
Don Luigi Ciotti presidente dell’Associazione “Libera”,
Orazio Faramo, provveditore regionale degli Istituti Penitenziari Siciliani,
Giovanni Pizzera, presidente del Consorzio CGM,
Giovanni Romano, presidente della cooperativa l’Arcolaio, che produce a Siracusa biscotti tipici alla mandorla.

L’incontro nasce dal un progetto, al quale la Casa Circondariale lavora da oltre 9 mesi, rivolto alle detenute che, guidate da una esperta, Ninni Fussone, sociologa con la passione per la lana e i tessuti, e una stilista Tamuna Kiria, hanno insegnato alle donne una tecnica antica per fare il feltro. Con la lana di Enna, ma non solo, quella grezza, colorata con piante tintoree, le detenute realizzano accessori di moda e di arredamento, corredini per neonati, coperte, cappelli, e tanti altri deliziosi oggetti. Nonostante le richieste da parte del mercato, il carcere ha ricevuto una serie di commesse dall’esterno, non essendo costituita una cooperativa di lavoro questi manufatti non possono essere venduti.
“Tra i nostri obiettivi, come istituzione carceraria, c’è quello di favorire i percorsi che possano portare ad un completo inserimento dei detenuti – dice la direttrice Bellelli – Ecco perché di fronte al talento che alcune delle detenute stano mostrando in questo progetto vogliamo capire se può esserci un futuro”.

 

All’incontro parteciperanno le detenute della sezione femminile coinvolte nel progetto.

 

 Per l’accredito inviare un fax allo 0935/501504

 

Info: Pierelisa Rizzo
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