Archivio Antimafia Duemila

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Lettere & Comunicati La protesta dell'imprenditore Pino Masciari - Masciari: Minniti pensi a mia sicurezza

La protesta dell'imprenditore Pino Masciari - Masciari: Minniti pensi a mia sicurezza

Indice
La protesta dell'imprenditore Pino Masciari
Masciari: Minniti pensi a mia sicurezza
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'NDRANGHETA: MASCIARI, MINNITI PENSI A MIA SICUREZZA
1 aprile 2008

Vibo Valentia.'
Io non mi muoverò dalla Calabria e dalla provincia di Vibo Valentia, dove sono nato e dalla quale mi hanno deportato, sino a quando al Viminale non risolveranno la mia situazione". Lo ha detto il testimone di giustizia Pino Masciari, che ieri ha lasciato la località segreta in cui vive per tornare in Calabria senza scorta in segno di protesta contro lo Stato "che - dice - mi ha abbandonato al mio destino". "I veri prigionieri non sono i mafiosi - ha detto ancora Masciari - ma io e la mia famiglia. Il viceministro Minniti firmi la delibera per la mia sicurezza e mi dia la possibilità di tornare a fare l'imprenditoré. Io sono un imprenditore e voglio tornare a fare il mio lavoro. Lo Stato mi deve mettere in condizione di tornare ad essere un imprenditore e deve consentire a mia moglie di esercitare la sua professione di medico dentista. La devono finire con gli spot elettorali perché la mafia si sconfigge con atti e fatti concreti. Ci vuole determinazione, buona volontà e certezza della pena". Secondo il testimone di giustizia, inoltre, "bisogna denunciare con nome e cognome e non soltanto i danni subiti. I nomi e cognomi fanno male alle mafie, mentre i danni subiti fanno male solo allo stato che deve risarcire".
''Che strada può percorrere uno Stato che lascia solo chi denuncia e si ribella ad un sistema criminale imposto, con la sopraffazione ed il terrore?". E' la domanda che si pone, in un comunicato, la Casa della Legalità di Lamezia Terme, presieduta da Emilia Cantafio, in merito al caso del testimone di giustizia Pino Masciari. "Sarebbe bello - prosegue la nota - se gli onorevoli candidati perdessero due-tre punti del loro discorso per lanciare un messaggio che sia il primo segnale concreto per la risoluzione di questa, annosa, vicenda. Come mai, dopo tanto tempo, dal 1997, ancora non è stata trovata una soluzione ferma al caso di Masciari?". La Casa della legalità esprime poi "forte solidarietà all'imprenditore, che - scrive - dopo undici anni di isolamento, per essersi giustamente ribellato al racket, completamente privo delle sue origini, dell'affetto della sua terra, privo soprattutto di quanto aveva costruito per se stesso e la propria famiglia, si è trovato costretto ad abbandonare lo stato di 'protezione' decidendo di far valere suoi diritti personalmente, mettendo a rischio non solo la propria vita ma anche quella dei suoi familiari". (ANSA).