Archivio Antimafia Duemila

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Lettere & Comunicati ''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo'' - Pagina 4

''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo'' - Pagina 4

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''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo''
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Un altro scandaloso e vergognoso recentissimo esempio è la condanna ad oltre 4 anni dell’avvocato Mills, legale di Mediaset; ebbene, in qualsiasi altro stato democratico una persona condannata per un grave reato come quello di corruzione, ed essendo il legale niente meno che dell’attuale premier Berlusconi, avrebbe suscitato un notevole interesse da parte dei media; ma da noi non si è verificato tale interesse poiché coloro che avevano l’obbligo d’informare l’opinione pubblica come i TG, hanno sepolto la notizia con dei brevi servizi in mezzo al programma e nessuno ha spiegato sulla base di quali prove è stato condannato l'avvocato Mediaset. Il servizio ha rischiato addirittura di non esserci. La sede di Milano della Rai non ha neppure mandato una troupe al tribunale per fare un servizio. Solo dopo la protesta dei giornalisti e il loro sindacato – e per evitare uno scandalo – si è fatto qualcosa, ma a quell´ora la Rai ha dovuto comprare il filmato da una troupe privata.
Ormai i giornalisti dei TG sono talmente condizionati che diventa prassi normale tacere su notizie imbarazzanti o sgradevoli. Altre prove alquanto tangibili ci vengono date dagli “addetti ai lavori”, magistrati, vice questori ecc.
Sabato scorso, 7 marzo, nell’aula magna della facoltà di giurisprudenza di Palermo, erano presenti quattro magistrati, dai blasonati nomi, in occasione della presentazione del libro “Colletti Sporchi” di Ferruccio Pinotti e LucaTescaroli.

Antonino Di Matteo (sostituto procuratore di Palermo), Antonio Ingroia (procuratore aggiunto di Palermo), Roberto Scarpinato (sostituto procuratore di Palermo) e Luca Tescaroli (sostituto procuratore della procura di Roma) insieme a Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo, e a Giorgio Bongiovanni fondatore e direttore della rivista “Antimafiaduemila”. Sono moralmente obbligato a riportare solo alcuni brevi interventi, che hanno citato i relatori presenti, molto eloquenti;
• Bongiovanni: In apertura della conferenza di presentazione del libro il direttore di ANTIMAFIADuemila, ha introdotto il filmato dell'ultima intervista rilasciata dal giornalista Pippo Fava ad Enzo Biagi, una settimana prima di essere assassinato. (youtube.com)
Un'intervista “profetica” e “drammaticamente attuale”, l'ha definita Bongiovanni.
• Di Matteo: “è in atto il piano di rinascita della P2”; nel 1982 – ha spiegato il magistrato - in un doppio fondo di una valigia di Maria Grazia Gelli (figlia di Licio Gelli) a Castiglion Fibocchi è stato trovato il Piano di Rinascita democratica, il manifesto fondamentale della Loggia massonica P2.
• Ingroia: “Chiedo alla società attenzione per la magistratura. Oggi viviamo una stagione difficile, per certi versi più difficile di quella che abbiamo vissuto all’epoca delle stragi. Allora la società mostrò una voglia di reazione forte, oggi invece è anestetizzata.
• Scarpinato: “Nessuno può governare senza scendere a patti con la borghesia mafiosa.
• Borsellino: “L'informazione non ha presentato con obiettività alcuni casi importanti come quello di De Magistris o di Genchi. E’ questo oggi lo strumento attraverso il quale avvengono gli “omicidi eccellenti”. Si procede con la delegittimazione che poi sfocia nella sospensione di tanti magistrati o investigatori onesti dalle proprie funzioni.
• Tescaroli: “I media strumento di attacchi servili per chi investiga vicende scomode. Oggi i media sono poco indipendenti e a volte si rendono strumento di attacchi servili a coloro che investigano vicende scomode. Questo nostro libro vuole colmare questo gap tra fatti e informazione. L’informazione basata sulla verità è fondamentale.
Ragion per cui quando ci sentiamo dire da alcuni concittadini: “io mi vergogno di essere un italiano”, non prendiamolo/i per pazzo/i, e non meravigliamoci, ma cerchiamo di far uscire il nostro senso critico, per poter quanto meno provare a capire cosa vuol dire quella persona citando quelle orribili, ma reali parole. Pocanzi, parlavo di “decadentismo-socio-culturale-politico ed economico”, ma non alludevo al movimento letterario nato a Parigi a fine ‘800, bensì a qualunque forma di arretratezza sociale che affligge e dilania l’Italia; facendo apparire il tutto come in uno scenario spettrale, quasi privo di ossigeno. Bene hanno fatto coloro che han pensato a quello slogan propagandistico: “SE NON HAI UN PAPA’ MINISTRO E NON HAI UNO ZIO VESCOVO…” Consiglio di guardare il video, per altro divertente, breve ma molto significativo. youtube.com Alla faccia della meritocrazia italiana…

Tratto da: a.marsala.it