Archivio Antimafia Duemila

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Lettere & Comunicati ''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo'' - Pagina 3

''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo'' - Pagina 3

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''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo''
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Questa settimana di “politica” è stata voluta per avvicinare la cittadinanza all’università ma soprattutto alla politica, poiché non possiamo dire mai non m’interesso di politica, perché è la politica ad interessarsi di noi. Naturalmente tutto ciò è stato realizzato con la collaborazione di: scienziati politici, giuristi, filosofi, economisti, sociologi, storici, letterati –, con varie fisionomie di attori sociali (giornalisti, scrittori, sindacalisti, imprenditori…). Anche qui, emerge uno sconfortante quadro; un paese corrotto, devastato dagli scempi ambientali, messo sotto tutela dalla criminalità organizzata (che ormai controlla un terzo del territorio nazionale), dove il lavoro sommerso prospera (una quota che è di oltre il 18%, ma secondo altri studiosi raggiunge ormai il 30%), producendo una proporzionale evasione fiscale, che si aggiunge a quella “strutturale”; un paese di evasori, e di abusivisti edilizi; un paese dove le leggi si dividono in tre categorie: quelle inutili, la maggior parte; quelle dannose, che vengono applicate; quelle utili e preziose, che sono regolarmente disattese nel disinteresse generale; a cominciare dalla Costituzione Repubblicana, che aspetta ancora di essere attuata, in tanti passaggi essenziali, e anzi è non da oggi posta sotto attacco, proprio per il suo carattere democratico e progressista. Alla fine uno dei relatori, lo storico Paolo Macry, ha detto che Berlusconi è precisamente “l’autobiografia della nazione”, nei suoi aspetti più deteriori, ma anche più legati al senso comune, dalla speculazione edilizia al calcio, dalla televisione al machismo, dalla barzelletta alla pacca sulle spalle, dalla corruzione attiva a quella passiva. Modestamente mi permetterei d’aggiungere che non solo il cavaliere è “l’autobiografia della nazione”, ma anche la sinistra e quindi l’intera classe politica è sulla stessa lunghezza d’onda dell’attuale premier. Tutto ciò dovrebbe, seriamente, farci riflettere sul “decadentismo socio-culturale, politico ed economico” in cui versa il nostro paese insieme a noi cittadini che naturalmente vi facciamo parte. Si comprende perfettamente che la realtà italiana è di gran lunga ben diversa da come ci viene proposta dai tradizionali mezzi di comunicazione di massa (TV e giornali). L’Italia è lo “zimbello dell’Unione Europea.
Infatti ogniqualvolta la nostra attenzione verte all’esterno dai consueti mass media ne abbiamo la prova concreta, anche e soprattutto dall’estero; faccio riferimento a quei giornalisti che hanno il coraggio di scrivere verità sul premier, lui li querela, però poi perde le cause, ma non ne parla nessuno.
Uno fra tutti Alexander Stille, giornalista e scrittore americano, molto informato sulle cronache giudiziarie di Berlusconi, il quale nel 2006 pubblicò un libro inchiesta noto in Italia come “Citizen Berlusconi” (propongo a chi non l’avesse visto il video documentario censurato in Italia: video.google.it e ancora wikipedia.org). Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset, l’azienda di Berlusconi, ha citato in giudizio Stille per tre passaggi del suo libro, fra i quali uno in cui si diceva che Berlusconi, assumendo Confalonieri, il suo più vecchio amico, “fondesse i suoi affari e la sua vita privata quasi totalmente” . Nel febbraio 2009, un tribunale penale di primo grado di New York ha pienamente assolto Stille dall’accusa di diffamazione.
Sempre colpa delle solite “toghe rosse”?