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Lettere & Comunicati ''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo''

''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo''

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''Se non hai un papa' ministro e non hai uno zio vescovo''
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di Salvatore Manzo - 10 marzo 2009
Questo è il nuovo slogan pubblicitario del sito "infojobs.it".
Uno dei tanti siti per cercare e forse trovare un lavoro…



Ritornando allo slogan, al quale mi sono imbattuto tramite una e-mail ricevuta, e che hanno deciso di realizzare insieme ad un divertente video, mi sono identificato, avendo spesso recitato la seguente frase a diversi amici e non, già un bel pò di anni fa; infatti dicevo: "caro Michele, oggi, se vuoi un lavoro di un certo tipo, magari dietro ad una scrivania e davanti ad un computer, anche se non sai usarlo sappi che, rivolgendoti ad un'eventuale parente ecclesiastico o ad un eventuale parente politico, otterrai il tuo sogno".
Per quanto concerne il termine parente, era da me utilizzato, per non essere troppo generalista o qualunquista e, quindi non eccessivamente invadente e sarcastico nei confronti della società. Oggi però, ritengo abbiamo l’obbligo di essere realisti e guardarci in faccia e non cercare un inutile conformismo che a ben poco serve se non a trastullarci e a non pensare come risolvere i problemi relativi al “sistema che gira al contrario”; cioè contro noi stessi.

Sono fermamente convinto che non è profezia, purtroppo, bensì una frase quella a cui fa riferimento lo slogan che, si tramanda di generazione in generazione; un pò come il nome del nonno che per prassi e rispetto veniva attribuito al nipote. Basta soltanto essere un po’ attenti alle tematiche che condizionano radicalmente la nostra esistenza, in questo mondo fatto di favoritismi, agevolazioni, clientelismi.
Una società in cui i meno bravi son sempre, o quasi, riusciti ad occupare ruoli di notevole spessore rispetto a coloro che meriterebbero qualcosa di molto più dignitoso, ma, che a causa della mancanza di meritocrazia pagano questo brutale "modus vivendi". Oggi, ormai, quasi tutti sappiamo che la rete è per noi "navigator" molto importante, soprattutto quando ci si vuole "controinformare". Ma, facciamo attenzione a questo, chiamiamolo, neologismo; poichè il termine controinformazione viene così definito da "wikipedia": -per controinformazione si intende in genere la diffusione, attraverso mass media, di informazioni taciute, o riportate in modi significativamente diversi, dalla maggior parte dei mezzi di comunicazione di un certo paese (o altro ambito sociale e culturale). In genere, chi presenta la propria opera come "controinformazione" implica che i media siano, in parte o totalmente, asserviti a interessi politici o economici e quindi non siano in grado di rappresentare oggettivamente la realtà; in questo senso la controinformazione è in genere associata a una denuncia di censure e di limiti alla libertà d'informazione-.
Qui non si tratta di presentare la cosiddetta “controinformazione” per denunciare i mass media che, ormai è scontato non facciano il proprio dovere poiché figli di un unico padrone, bensì per cominciare a svegliarci un pò da questo terribile incubo, da questo “coma mediatico” che subiamo dall’avvento della televisione. E comunque, come si potrebbe presentare una controinformazione utilizzando gli stessi canali informativi di massa, se gli stessi fanno disinformazione essendo assoggettati ad un unico manipolatore? Lo straordinario Pier Paolo Pasolini, intorno agli anni ’60, disse testuali parole: “non c’è niente di più feroce della banalissima televisione”. Una frase che non lascia commenti, seppure essa sia stata pronunciata 50 anni orsono.