Archivio Antimafia Duemila

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Lettere & Comunicati Lettera aperta dell'avv. Loredana Gemelli

Lettera aperta dell'avv. Loredana Gemelli

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Pubblichiamo di seguito la lettera dell'avv. Loredana Gemelli.
Auspichiamo fortemente che da parte degli organi preposti alla sicurezza nei suoi confronti vi sia quell'attenzione tale da permetterle di proseguire il proprio lavoro.
Da parte della redazione di ANTIMAFIADuemila tutta la nostra solidarietà





Egregio Signor Direttore
Voglio innanzitutto ringraziarla per aver dato spazio alla mia vicenda nelle pagine della sua testata, da sempre in prima linea nella battaglia per l’affermazione della legalità.
Vicenda ben lungi da una soluzione che, francamente, allo stato dei fatti, considero concretamente prospettabile.
Brevemente riassumo per sommi capi la storia.
Assisto il collaboratore di giustizia Giuseppe Pagano nel processo avanti la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, a carico della frangia storica del clan dei Casalesi (Francesco Schiavone detto Sandokan, Francesco Bidognetti, Walter Schiavone, Giuseppe Mallardo e altri), testimone essenziale, a giudizio della Pubblica accusa.
Come è noto, ho ricevuto minacce e intimidazioni a causa del ruolo (attivo) che rivesto nel dibattimento, la più inquietante: una cartuccia caricata a pallettoni, oltre a telefonate e tentativi di fotografie presso il mio studio di Torino.
Tutto ovviamente denunciato alla Questura della mia città.
Questi fatti però non sono stati ritenuti sufficienti ad indurre gli organismi preposti a attivare una qualsiasi misura di protezione nei confronti della mia persona.
Il 22 settembre scorso procedevo in dibattimento al controesame di un altro collaboratore, Luigi Diana, al quale il 4 ottobre successivo veniva assassinato uno zio.
Il giorno seguente, l’Ufficio di Gabinetto della Questura di Torino telefonava informandomi che mi era stata assegnata una scorta , cosa puntualmente verificatasi, però quarantotto ore dopo il servizio era revocato “essendo venuti a decadere i presupposti di rischio”.
E’ necessario che lei sappia, direttore, che la Dda di Napoli ha inviato alla Distrettuale antimafia di Torino una relazione informativa sui rischi effettivi che il mio ruolo di difensore di Giuseppe Pagano, implica.
Inoltre tale rischio risulta accentuato dalla notifica dell’appello di un filone del processo Spartacus fissato per l’8-01-2009.
C’è di più, il mio assistito ha espresso la volontà di essere fisicamente presente in aula alla prossima udienza del processo. Ho informato i giudici di questa richiesta, ma il presidente della Corte di Assise ha ritenuto opportuno non accoglierla “per i gravissimi rischi che la traduzione del detenuto comporterebbe”,
Tutto questo è stato portato a conoscenza degli organi preposti a valutare l’effettivo livello di rischio, con il risultato di un’unica disarmante valutazione, nel senso che il Comitato per l’ordine e la sicurezza non ha ritenuto che l’avvocato Loredana Gemelli corra concretamente alcun pericolo.
Parrebbe che solo uno dei componenti del Comitato per l’ordine e la sicurezza abbia espresso questa valutazione.
E’ veramente amaro dover prendere atto della solitudine in cui ci si viene a trovare nel compiere con determinazione e serietà il proprio dovere di difensore di collaboratori di giustizia in questi casi.
Cordialmente
Avvocato Loredana Gemelli