Archivio Antimafia Duemila

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Lettere & Comunicati Uniti nel nome di Saviano

Uniti nel nome di Saviano

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24 ottobre 2008
Caro Direttore,
su Repubblica, Roberto Saviano ha ringraziato tutti per la vicinanza, l'intervento, il cuore. S'è rivolto alle istituzioni, alle forze dell'ordine, alla politica, alla società civile.




Giustamente senza distinzioni. Gomorra è diventato "voce e carne".
Nella lotta al crimine organizzato, non s'ammettono, di regola, antipatie, deviazioni, fratture. Non dovrebbero esserci, sarebbero utili alle mafie; che non hanno solo, purtroppo, mani barbare e macellerie. Lo dimostrano stragi, fatti, condanne e silenzi rumorosi. In Italia.
roberto-saviano-artist.jpg Saviano ha dato quindi un esempio straordinario, ha tracciato una strada. Ha invitato a restare uniti e andare avanti con coraggio. La sua storia ha insegnato che la parola può scuotere, coinvolgere, aggregare, costruire. Ha insegnato che il problema delle "onorate" non è solo meridionale. Ha mosso Nobel, chiese, coscienze.
Il suo fondo sul giornale di mercoledì scorso è stato emblematico per il Paese, che non l'ha abbandonato. Dai vertici alla base.
Forse per la prima volta, come per magia, la vita d'un uomo in pericolo per aver scritto di crimine e parlato di speranza ha fatto davvero gli italiani. Divisi, attaccati al campanile, orgogliosi e pronti quando giocano gli azzurri del pallone. Forse per la prima volta c'è ora, nella Penisola, un simbolo e un obiettivo condiviso, che rafforza il senso del sacrificio e dell'eredità di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Scopelliti, don Peppe Diana.
Possiamo dunque pensare, e credere, che il valore dell'opera e della stessa vita di Saviano serva da qui in avanti a ragionare e agire in termini nuovi, valga a inquadrare e attuare i princìpi cardine della Costituzione: libertà, lavoro, eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, giustizia giusta, autonomia dei poteri dello Stato, diritto alla salute e all'istruzione.
Non c'è repubblica che possa reggere senza la tutela di chi giorno per giorno fa lo Stato, col lavoro, le idee, l'impegno civile e sociale. Non c'è futuro, con disparità nel penale, legalizzate, ingerenze nell'organizzazione e amministrazione pubblica, restrizioni nella sanità, nella formazione, nella ricerca.
Ringraziamo Saviano per averci chiamato a raccolta davanti a un progetto di civiltà e democrazia che appartiene a tutti gli italiani e che implica, in primo luogo, vigilanza, partecipazione e fiducia collettiva.
Pertanto, le istituzioni debbono essere coerenti rispetto alle loro intenzioni, indotte dalla vicenda dello scrittore. Occorre, quindi, che proteggano i testimoni di giustizia, i quali hanno scelto di stare dalla parte dello Stato, additando, come Saviano, autori e capi del crimine organizzato. Così, altri ne verranno senza timore. Bisogna che lo Stato vada sino in fondo perché emerga la verità, riguardo alle tragedie nazionali. Ed è fondamentale che le rappresentanze siano espressione della volontà vera dei cittadini, perché ciò è decisivo per battere le mafie. Così come va aiutato, non soltanto moralmente, chi rischia denunciando o ha perso familiari che hanno informato di piani e consorterie mafiosi.
La società civile saprà dare il suo apporto, come è stato per Saviano, che invitiamo a sostenere queste priorità.

Salvatore Borsellino
, fratello di Paolo Borsellino
Sonia Alfano, presidente Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia
Francesco Saverio Alessio, scrittore
Biagio Simonetta, scrittore
Benny Calasanzio, scrittore
Pino Masciari, testimone di giustizia
Andrea Crobu, "Legalità e Giustizia"
Matteo Trebeschi, "Legalità e Giustizia"
Emiliano Morrone, scrittore

Tratto da: la Repubblica

Ci uniamo a tutti i cittadini onesti che schierandosi dalla parte di Roberto Saviano si schierano a favore di coloro che con coraggio compiono il proprio dovere: magistrati, esponenti delle forze dell'ordine, scrittori, giornalisti, educatori e tanti altri. A Roberto Saviano e a ognuno di loro il nostro totale sostegno con forza e determinazione.

La Redazione di ANTIMAFIADuemila