Archivio Antimafia Duemila

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Lettere & Comunicati Non serve solo dire il ''carcere duro va rafforzato''

Non serve solo dire il ''carcere duro va rafforzato''

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di Giovanna Maggiani Chelli - 21 ottobre 2008
Già una volta abbiamo detto di essere concordi con il Ministro della Giustizia Alfano e lo ribadiamo Ben venga un Ministro che finalmente ...






... lavora per dare alla mafia quello che si merita, perchè fino ad oggi nessun Ministro della Giustizia in questi ultimi 15 anni lo aveva mai fatto, anzi.
Il “41 bis”, è vero non è una tortura per la mafia, è l’isolamento severo,ma giusto, che non consente ai mafiosi di dare ordini dal carcere e questo loro non lo vogliono, lo hanno detto chiaramente quando in via dei Georgofili hanno ammazzato i nostri parenti.
Non serve però solo dire il “carcere duro va rafforzato”, bisogna farlo e una grande prova di buona volontà, sarebbe far ritornare al “41 bis” Gioachino Calabro, Cosimo Lo Nigro , Salvatore Benigno e Giuseppe Barranca .
Per rispedire il mafiosi suddetti, rei di strage, a “41 bis” ,bisogna cambiare la legge attuale però , la quale di fatto sancisce sì il regime detentivo di “41” bis, ma contemporaneamente lo nega, affermando che quando il reo dimostra di aver tagliato i ponti con l’esterno, lo stesso potrà tornare a carcere normale.
Come farà mai il mafioso, ad avere contatti con l’esterno se il “41 bis” è stato sancito proprio perché quei contatti non ci fossero, ma chi vuole prendere in giro la giustizia di questo Paese?
Chiediamo quindi a gran voce ,una legge che renda il “41 bis” un regime detentivo di completo isolamento per i mafiosi rei della strage del 27 Maggio 1993.
Sono Dario Capolicchio, Fabrizio Nencioni, Angela Fiume , Caterina Nencioni e Nadia Nencioni i nostri morti che hanno pagato il prezzo tutto intero nel 1993 , in nome e per conto dell’annullamento del carcere duro ai boss di “cosa nostra”, istituito dopo la morte di Falcone nel maggio 1992 , e messo in pratica solo dopo la morte di Borsellino nel luglio del 1992.
Per questo siamo quelli assolutamente titolati a chiedere che finalmente sia resa giustizia; mentre l’odio lo lasciamo alla mafia e a quanti si sono collusi con la stessa in quel maggio del 1993 , infatti accecati da quell’odio mafioso e da quella ingordigia smisurata non consentono mentre dominano, di far fronte alle nostre cause civili che chiedono a gran voce un senso di umanità nei nostri confronti.