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Marco Travaglio Besame, Chitarrino

Besame, Chitarrino

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Besame, Chitarrino
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di Marco Travaglio - 30 luglio 2008 
Quando Il Giornale era una cosa seria, cioè quando lo dirigeva Montanelli, era severamente vietato criticare la Rai per evitare che qualcuno potesse pensare che la critica fosse un favore all’ editore Berlusconi, proprietario della Fininvest.

Me lo raccontò Giovanni Arpino.
Poi, nei primi anni 90, perché fosse chiaro chi comandava al Giornale tra lui e l’editore, il vecchio Indro ingaggiò come critico tv Sergio Saviane, che non perdeva occasione di spernacchiare il Berlusca. Sono trascorsi appena 15 anni, ma non sono stati vani: siamo nell’èra dei servi felici, abbiamo abolito il pudore e perduto il senso della vergogna. Basta leggere, sul fu Giornale, le cronache al seguito del Cavalier Padrone. Passa il lodo Alfano, titolo a tutta pagina: «Sia lodo, fine della guerra». Segue commento non firmato, dunque attribuibile al diretto- re, Mario Appelius Giordano: «La bella estate di Silvio». Fior da fiore: «Adesso non ci sono più nuvole. Le foto di Villa Certosa immortalano un momento di serenità privata: per il compleanno della moglie Veronica, Berlusconi ha radunato la famiglia in Sardegna. I figli, i nipotini, i giochi, le gite in barca, piccoli scampoli di ordinario lusso e straordinaria felicità… Quest’immagine di serenità privata diventa segno e simbolo della serenità politica… Napoli è stata ripulita dai rifiuti… la Finanziaria sta per essere approvata… l’immunità per le alte cariche, come ciliegina sulla torta (di compleanno) mette finalmente il governo al riparo dall’assalto giustizialista… Ronaldinho al Milan? Toh, è arrivato pure quello. E allora, mano nella mano con Veronica, non resta che gustarsi un po’ di relax come si conviene. È la bella estate di Silvio… La sinistra allo sbando deve rassegnarsi: nel centrodestra non è più tempo di Casini (battuta, ndr). Questo è il tempo della fedeltà e della serenità, come testimoniano le foto con Veronica e la pace con Bossi…».
Era dai tempi dei dispacci della Stefani sulle virili vacanze del Duce e donna Rachele a Rocca delle Caminate, che non si leggeva niente del genere. Un’intera pagina fotografica offerta da Chi (altro house organ) ritrae il ducetto «rilassato e innamorato» con le sue «tinte turchesi» nella «nuova Camp David» di Villa Certosa, là dove solo un anno fa pascolavano sulle sue ginocchia cinque prosperose ragazze, poi trasformate in altrettante «attiviste di Forza Italia» impegnate in un simposio di alta politica. Quest’anno invece la Veronica ha piantato le tende alle costole dell’esuberante consorte e non lo molla un istante (le ampie maniche delle camicie nascondono le manette ai polsi dei due coniugi).