Archivio Antimafia Duemila

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Marco Travaglio Financial Gaffes

Financial Gaffes

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di Marco Travaglio - 25 giugno 2008
Alla vigilia del voto il Financial Times paventava «il ritorno del magnate esibizionista e pacchiano, considerato un buffone menagramo nel resto d’Europa». Parlava di Berlusconi. Ma nessuno lo seppe, perché quando i giornali stranieri parlano male di lui, nessun tg li riprende.Sono prevenuti, comunisti, sciovinisti, anti-italiani, non riescono a capire che cosa si perde il resto del mondo che non può permettersi capi del governo come il nostro.

Ora il Financial Times ha scritto a favore dell’immunità al premier e all’improvviso quell’unico articolo dopo anni di durissime critiche censurate viene citato dai tg di regime. Purtroppo quell’articolo - tantoque dormitat Homerus ­ è disinformato. Non perché dia ragione ad Al Tappone. Ma perché l’editorialista Christopher Caldwell scrive varie sciocchezze, che si spera vorrà correggere.
1) «L’emendamento sospende i processi iniziati prima della metà del 2002, eccetto quelli per i reati più gravi. Ciò servirà a focalizzare le limitate risorse dello Stato su di una serie di reati violenti che hanno allarmato il pubblico». Tra le decine di migliaia di processi sospesi per bloccare il processo Mills, vi sono proprio quelli per i reati gravi e violenti che allarmano la gente: sequestro di persona, estorsione, rapina, furto, ricettazione, associazione a delinquere, stupro, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione, usura, violenza privata, materiale pedo-pornografico, detenzione abusiva d’armi, immigrazione clandestina, omicidio colposo per colpa medica o stradale, maltrattamenti in famiglia, incendio (anche boschivo), molestie, traffico di rifiuti; poi quelli finanziari e contro la PA: bancarotta fraudolenta, corruzione (anche giudiziaria), frode fiscale, peculato, truffa comunitaria. Poco scrupolosamente, Caldwell s’è fidato della propaganda berlusconiana senza verificare quel che scriveva.
2) «Le accuse a Berlusconi scaturiscono da una disinteressata richiesta di giustizia o da un desiderio, da parte di una certa parte dell’élite italiana, di rovesciare una scelta popolare non gradita? Domande che quasi mai ricevono una risposta che
soddisfi il pubblico». Quella risposta c’è: la lettera di Mills al suo commercialista in cui confessa di aver ricevuto 600 mila dollari da Mr.B per «tenerlo fuori da un mare di guai» in due processi con testimonianze reticenti. Anche Mills fa parte di «una certa parte dell’élite italiana»?
3) «Non è pacifico che (i magistrati) abbiano ragione. Spagna, Francia, Germania e Ue hanno, tutte, una legge che prevede l’immunità. Anche l’Italia ne aveva una per i parlamentari, venne abolita nel 1993. Nel 2003 i sostenitori di Berlusconi approvarono una legge sull’immunità, ma la Consulta la bocciò, sostenendo (ragionevolmente) che violasse il principio di uguaglianza e (irragionevolmente) il diritto dei cittadini a confrontarsi con chi li accusa... ». Se Caldwell avesse letto la Costituzione italiana saprebbe che l’art. 24 recita: «Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi... ». Col lodo Schifani, se un’alta carica passa a un’altra, gode di un’immunità a vita, non può rinunciarvi e le vittime dei suoi reati non avranno mai giustizia. Inoltre, non è affatto vero che in Spagna, Francia, Germania e Ue esista l’immunità che si vuole istituire in Italia. In Francia c’è una prassi che copre solo il presidente della Repubblica, non il primo ministro (vedi Chirac). In Spagna i deputati sono perseguibili, anche se il giudice, per il rinvio a giudizio, deve chiedere il nullaosta al Parlamento. Che in 30 anni l’ha negato una sola volta (per un ex giudice eletto che, per errore, aveva diffuso la foto del fratello di un latitante anziché quella del latitante). Quanto ai membri del governo, sono processati anche durante il mandato dalla Corte suprema. Anche in Germania nessuna particolare protezione per premier e ministri. Il Parlamento, per prassi, autorizza preventivamente le indagini a carico dei suoi membri, con una delibera assunta una volta per tutte all’apertura
di ogni sessione parlamentare. Comunque nel resto del mondo il problema si pone per i reati commessi nell’esercizio delle funzioni, non fuori (come le presunte tangenti a Mills e Saccà). Mai accaduto che, a fare una legge di immunità, fosse colui che ne aveva bisogno. Si sarebbe parlato di conflitto d’interessi e di uso privato del potere. Vero Mr.Caldwell?

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