Archivio Antimafia Duemila

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Marco Travaglio Affari suoi

Affari suoi

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di Marco Travaglio - 31 maggio 2008
La notizia è di quelle succulente, o meglio lo sarebbe in un paese che avesse a cuore i fatti. Quella che volgar- mente si chiama informazione, ecco. 





Il 19 maggio il Tribunale civile di Roma ha respinto la richiesta di danni del direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce contro due consiglieri d'amministrazione della Rai, Nino Rizzo Nervo e Sandro Curzi, che l'avevano accusato di sabotare il servizio pubblico a vantaggio di Mediaset nel famoso caso «Affari tuoi». Motivo: i fatti denunciati da Curzi e Rizzo Nervo erano «veri e documentati». La notizia, segnalata dalle agenzie, non è stata ripresa da alcun quotidiano, eccezion fatta per Il Gazzettino, Il Tempo ed Europa. Strano (o forse no): perché la querelle tra Del Noce e i due consiglieri Rai non era roba da poco. Era la primavera del 2005 e la Rai si era appena lasciata scappare il re degli ascolti, Paolo Bonolis, che stracciava quasi ogni sera Canale5 con i pacchi di «Affari tuoi», format della Endemol. Scelta opinabile ma non criticabile, visti i compensi pretesi dal conduttore e regolarmente concessi dalla famiglia Berlusconi. Infatti Curzi e Rizzo Nervo, in un'intervista alla Stampa, si concentravano su quello che era accaduto dopo la dipartita di Paolino. Il direttore generale Cattaneo, nominato in quota An ma preoccupato per le sorti dell'azienda che dirigeva, aveva subito ingaggiato al posto di Bonolis, un altro re dello share, Fabio Fazio, che purtroppo soffriva di un grave handicap: non era organico alla maggio- ranza berlusconiana. Insomma, un comunistaccio. Del Noce boicottò con ogni mezzo la soluzione. Come? Annunciando che gli studi del programma erano stati smontati, dunque non potevano iniziare le prove. Presentandosi a Cannes, dinanzi ai pubblicitari, senza il nome del nuovo conduttore. Esprimendo dubbi su Fazio. Proponendo di affiancargli Teo Teocoli, sgradito a Endemol. E infine sganciando «Affari tuoi» dal traino della Lotteria Italia. Cosa che fece ipotizzare ai due consiglieri di centrosinistra quello che il giudice definisce ­ citando l'articolo della Stampa- «un complotto per privare la Rai del programma di punta Affari tuoi nell'interesse della concorrenza». Cioè di Mediaset. Cioè di Berlusconi. Ed ecco la notizia: «La critica ­ scrive la giudice Rizzo ­ muove da fatti e comportamenti veri e documentati: la mancata indicazione del conduttore del programma nella tradizionale presentazione agli investitori pubblicitari (Cannes, 20 giugno 2005) del palinsesto Rai per la stagione 2005-2006; gli ostacoli frapposti alla nomina a conduttore di Fabio Fazio, in sostituzione di Bonolis; il termine dell'abbinamento del programma con la Lotteria Italia». E aggiunge: «La questione particolare si inserisce in un più ampio e grave problema di notevole rilievo politico e sociale, che ha preoccupato e preoccupa l'opinione pubblica, come quello della corretta gestione della rete televisiva di Stato nel rapporto con le emittenti commerciali, soprattutto dopo la concentrazione di interessi pubblici e privati nella persona dell'on. Berlusconi, proprietario delle più importanti emittenti televisive private. È notorio il dibattito politico sul "conflitto d'interessi", nonché il contrasto con la dirigenza Rai durante il governo Berlusconi. In questo contesto va inquadrata l'aspra critica all'operato del direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, già parlamentare eletto tra le file del partito Forza Italia». Critica mossa da due «consiglieri di amministrazione Rai, che, proprio per la funzione istituzionale a cui sono preposti, sono legittimati a esprimere opinioni personali anche in toni accesi, per l'ambito in cui ci si muove e per l'importanza degli interessi coinvolti». Dunque «non si ravvisano attacchi gratuiti e personali al dott. Del Noce», che pretendeva addirittura un risarcimento di presunti danni patrimoniali «non inferiore a 300.000 euro» e una riparazione pecuniaria di 50.000 euro. Nessun danno, per la giudice Rizzo, e nemmeno un euro di risarcimen- to perché i fatti denunciati erano veri e le parole su Del Noce rientrano nel «legittimo esercizio del diritto di critica». Il conflitto d'interessi di Berlusconi non è un'invenzione o un insulto. È vero e addirittura "preoccupa- nte". Sono pazzi questi giudici.

Ora d'Aria l'Unita'