Archivio Antimafia Duemila

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Marco Travaglio Ipnotizzati da Rete 4

Ipnotizzati da Rete 4

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di Marco Travaglio - 30 maggio 2008
La legge salva-Rete 4 è un banco di prova: del presunto 'cambiamento' di Berlusconi. Basta poco per capire che tutto è come prima.





L'ennesima legge salva-Rete 4 è un duplice  banco di prova: del presunto 'cambiamento' di Berlusconi, secondo alcuni unto dal Signore nella nuova missione di statista chino sul bene comune; e dell'opposizione dialogante e costruttiva inaugurata dal Pd (Anna Finocchiaro la definisce "sobria e asciutta", per distinguerla da quella ubriaca e bagnata, o perlomeno umida).

Quanto alla trasfigurazione del Cavaliere, è fin troppo ovvio che trattasi di penoso travestimento: nella prima settimana di governo, il suo onorevole avvocato Niccolò Ghedini ha tentato di infilare nel pacchetto sicurezza un codicillo che, con la scusa del patteggiamento, rinvia a dopo l'estate l'imminente sentenza del processo per la corruzione di David Mills; e, nella seconda settimana, è spuntato l'emendamento che blinda lo status quo televisivo più volte condannato dalle istituzioni comunitarie. La norma proroga sine die la fase transitoria che dal 1999, in attesa della sempre rinviata Era Digitale (se ne parlerà forse nel 2012-2015), consente a Rete 4 di trasmettere in chiaro, senza concessione, su frequenze che spetterebbero a Europa 7 (in barba alla normativa europea, come ha stabilito il 31 gennaio la Corte di giustizia); e limita l'accesso al digitale terrestre ai soggetti già presenti sull'analogico, cioè al duopolio Rai-Mediaset (di qui la procedura d'infrazione Ue contro l'Italia, che tra un anno rischia una multa di 300 mila euro al giorno a partire dal giugno 2006).

Tre commenti targati Pd svelano le tre follie che hanno finora impedito al centrosinistra di opporsi al governo. Il primo è di Veltroni: "Non capisco questa fretta su Rete 4". Ma Uòlter ci è o ci fa? La fretta berlusconiana, diversamente dalle meline del Pd, è comprensibilissima. L'Europa intima da due anni al governo italiano di smantellare la Gasparri.
Il governo Prodi, con la sua maggioranza Brancaleone, finge di non sentire. Il governo Berlusconi risponde: ovviamente picche, presidiando la bottega del padrone. Come sempre da 15 anni. Il lupo perde il pelo (trapianti a parte), ma non il vizio. Che aspetta il Pd a ritrovare la memoria? Secondo commento, Enzo Carra: "Tutti hanno una parte di ragione, perché fu il centrosinistra nel 1998 ad autorizzare la trasmissione di Rete 4 senza concessione". Ecco: siccome abbiamo sbagliato finora, seguitiamo a sbagliare in futuro. Terzo commento, Giovanna Melandri: "La salva-Rete 4 è grave perché impedisce il dialogo". Traduzione: il dialogo col governo non è un mezzo (per varare eventualmente riforme utili al paese), ma è un fine, un valore in sé. Anziché spiegare agli italiani che presto dovranno metter mano al portafogli per pagare una 'tassa Berlusconi' di 300 milioni (la multa triennale europea contro la Gasparri), si comunica che è a rischio 'il dialogo', un'astruseria che non interessa a nessun cittadino sano di mente. Geniale. Poi dice che uno perde le elezioni.

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