Archivio Antimafia Duemila

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Marco Travaglio Immunita' parentale

Immunita' parentale

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di Marco Travaglio

Hanno arrestato l’Udeur, e questo si sa.
Ma dell’inchiesta si sa poco o nulla, com è giusto che sia.

 

 

 

 

 

 

Dunque nessuno può dire se la retata nel partito-famiglia di Mastella sia fondata o no. E allora di che parlavano ieri orde di politici inferociti a Montecitorio? Del nulla. Eppure parlavano tutti esclusi quattro gatti dell Idv e del Pdci con una certezza granitica: i magistrati di Santa Maria Capua Vetere (mai visti né sentiti prima) «fanno politica», anzi «attaccano la democrazia». E giù standing ovation al ministro della Giustizia inquisito che spara all’impazzata sulla Giustizia prendendo a prestito le parole dal repertorio di Craxi e Berlusconi. Con una differenza, però: quando quelle cose le dicevano Craxi e Berlusconi, mezzo Parlamento protestava. Ieri le ha dette Mastella e l’hanno applaudito. Meccanicamente, col pilota automatico, senza fermarsi a riflettere sul senso delle parole, men che meno sulla gravità di un potere dello Stato che ne aggredisce un altro (suscitando financo le proteste degli avvocati). E senza pensare che chi vede in tv decine di deputati solidarizzare con il collega indagato raccontando i propri guai giudiziari («a me hanno inquisito il fratello», «a me il cugino», «a me mi volevano arrestare») potrebbe scambiare il Parlamento per una comunità di recupero. «Giustizia a orologeria»: che vuol dire? Ci sono elezioni o eventi epocali che rendano sospetta la tempistica degli arresti? Le richieste dei pm sono di due mesi fa, il gip le ha soppesate e infine eseguite (non tutte) ieri. Orologeria de che, allora? «Attacco alla democrazia, emergenza democratica»: ma ad attaccare la democrazia è chi indaga, in base al codice penale, su appalti truccati, o chi trucca appalti e se la prende coi giudici? «Fuga notizie»: certo, gli arrestandi han saputo in anticipo che stavano venendo a prenderli. Ma perché nessuno s’interroga sul fatto che questa e altre fughe di notizie (vedi Catanzaro) avvengono contro i magistrati e nell’interesse degli indagati, che possono così organizzare campagne innocentiste? E come faceva Mastella ad aver già pronto il suo discorso a metà mattina, con dimissioni e citazioni di Fedro? Quando ha saputo che stavano per arrestargli la moglie? E proprio un caso se l’altroieri il consuocero di Mastella s’è fatto ricoverare in ospedale poche ore prima dell arresto? «Mi dimetto per senso dello Stato: tra l’amore e il potere, scelgo l’amore»: un ministro che si dimette è talmente raro che va applaudito comunque. Ma qui dovrebbe dimettersi anzitutto la moglie, non foss’altro per l’oggettiva difficoltà di dirigere il Consiglio regionale dagli arresti domiciliari. Invece lei resta. Lui rassegna le dimissioni, peraltro retrattili e subito respinte da Prodi (ma perché non tentare almeno di spostare Mastella dalla Giustizia a un dicastero meno delicato?). Il senso dello Stato, peraltro, avrebbe dovuto indurre Mastella a lasciare già in ottobre, quando fu indagato a Catanzaro. Invece restò e tentò di far cacciare il pm che indagava su di lui, Luigi De Magistris. «Pensavo di aver recuperato il rapporto con la magistratura, invece è scattata la trappola: per mesi tutta la mia famiglia è stata intercettata». Che vuol dire «recuperare il rapporto»: se tratti bene i giudici, quelli sorvolano sugli eventuali reati tuoi e dei tuoi cari? E poi Mastella non è stato mai intercettato (è coperto da immunità): è finito nei nastri perché parlava con indagati e pregiudicati. Dice Tabucchi: «Se parli con la comunità di s.Egidio, non ti intercetta nessuno». Lamberto Dini ne approfitta per ricordare che pure sua moglie è nei guai (condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta): «È sconvolgente: ora i giudici se la prendono con le mogli». Basta scegliersela meglio, la moglie: persino quella di Berlusconi è incensurata, con tutte le toghe rosse che ci sono in giro. O lorsignori vogliono pure l’«immunità parentale»? «Ora dicono all’unisono destra e sinistra riformiamo la giustizia». Ancora? A fine luglio hanno varato il nuovo, orrendo ordinamento giudiziario: se lo sono già scordato? «Questo - sostiene la signora Sandra - è il prezzo che io e mio marito paghiamo per la difesa dei valori cattolici in politica». Dopo Ratzinger, i Ceppalones. Uliwood party  

unita  17 gennaio 2008