Archivio Antimafia Duemila

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Marco Travaglio Amerikani a targhe alterne

Amerikani a targhe alterne

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di Marco Travaglio - 21 novembre 2008 - Signorno'
Il genere letterario più esilarante sui giornali è quello dei Sos: Suggerimenti per un'Opposizione Soft. Molti commentatori sono convinti che il Pd sia troppo scalmanato e, per tornare a vincere, debba moderarsi ancora un po'.




Il fatto che questo sia anche l'auspicio di Berlusconi non li tange. Il fatto che Berlusconi, in sei mesi di governo, sia sceso nei sondaggi solo dopo la manifestazione di piazza Navona contro il Lodo Alfano e dopo le proteste del mondo della scuola contro i tagli del Duo Manidiforbice (Tremonti e Gelmini, anch'essi precipitati nei consensi), non li sfiora. Insistono. Angelo Panebianco non gradisce le "campagne di stampa contro Brunetta", cioè l'inchiesta giornalistica de 'L'espresso'. E fa sapere sul 'Corriere della sera' che il Pd, per sfondare, "dovrebbe cercare punti di incontro con i ministri Brunetta e Gelmini", noti "riformisti" e "modernizzatori". Teoria affascinante: l'opposizione dovrebbe aiutare il governo a sedare la rivolta di insegnanti, studenti, genitori, ricercatori e bidelli contro la Gelmini e insultare con Brunetta i lavoratori "fannulloni", ovviamente "di sinistra". Il bello è che gli alfieri del Sos, autonominatisi 'riformisti', sono anche dei filoamericani sfegatati. Ma a targhe alterne. Infatti ora si guardano bene dall'indicare al Pd il modello Usa. Anzi, nella lunga campagna elettorale Obama-McCain, si son messi in ferie per non dover commentare gli attacchi sanguinosi che si scambiavano i due contendenti e le prime mosse dell'abbronzatissimo presidente eletto: l'annunciata cancellazione di 200 leggi di Bush (i riformisti de noantri han sempre raccomandato al centrosinistra di non abrogare le leggi vergogna di Berlusconi, prontamente ascoltati) e il questionario distribuito agli aspiranti collaboratori della nuova Casa Bianca. Obama vuol sapere tutto, ma proprio tutto, di loro: situazione penale, fiscale, matrimoniale, patrimoniale, finanziaria, conflitti d'interessi, eventuali idee discriminatorie, email o diari privati che possano imbarazzare l'amministrazione. Per molto meno - dai referendum di Grillo sull'ineleggibilità dei condannati alle norme di Padoa Schioppa e Visco contro l'evasione fiscale - i Panebianchi strillano al 'giustizialismo', al 'giacobinismo', alla 'violazione della privacy'. Tre mesi fa, quando fu arrestato Ottaviano Del Turco, accusato di tangenti sanitarie per sei milioni di euro, Panebianco gridò all'"invasione di campo" dei pm ed esortò il Pd a prendere le distanze (dai pm, non da Del Turco). "A parte l'esigenza di massimo impatto mediatico", domandò, "c'è qualche altra ragione dietro l'arresto della massima autorità politico-amministrativa d'Abruzzo?". Anche Obama, nel suo questionario, si occupa di manette: "Sei mai stato arrestato o indagato?". Lui però lo vuol sapere per prendere le distanze dagli arrestati, non dai giudici. Poco riformista. Poco americano.

Tratto da: L'ESPRESSO