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Opinioni Chiesa - Berlusconi e' il passato

Chiesa - Berlusconi e' il passato

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Colloquio con Giulietto Chiesa - da Cadoinpiedi.it (Versione rieditata da Megachip) - 13 ottobre 2011
Il governo è finito, i topi lasciano la nave che affonda. Ma attenzione a chi gli succederà: gli attori sono sempre gli stessi, quelli che hanno accumulato questo debito.
Napolitano faccia gli interessi della gente.




Basta con i favori ai ricchi evasori, vengano tutelati gli italiani onesti.


Da diversi mesi stiamo assistendo alla fine dell'avventura berlusconiana. A tappe. E ogni tappa è un po' più penosa della precedente dal punto di vista dello spettacolo, Del resto sapevamo cos' era questa maggioranza e quali erano le caratteristiche umane, oltre che politiche, di questi personaggi che io ho spesso definito un gruppo di lanzichenecchi che è riuscito a conquistare il potere in Italia per ragioni che è difficile districare in poche parole. Pasolini nelle sue Lettere Luterane, aveva del resto già descritto tutto.

Detto questo, la fine di Berlusconi e della sua maggioranza è ormai decretata Ahimè, temo che non coinciderà con la fine del berlusconismo. . Si tratta di vedere quanto tempo impiegherà a realizzarsi questa agonia.

È possibile che Berlusconi riesca ancora, strattonando qualcuno, a riottenere la maggioranza attraverso la fiducia ma la sostanza è che il crollo è evidente. E' il classico caso dei topi che fuggono prima che la barca affondi. Questi topi hanno il senso della sopravvivenza e quindi scappano. Il problema di fondo è: che cosa sostituirà costoro che scappano? Perché quella che si delinea è una rimescolata nella quale si ricicleranno una parte di questi topi fuggitivi, insieme a una parte dei topi che hanno partecipato alle precedenti avventure e insieme a una parte dei topi che costituiscono l'attuale opposizione. La quale si trincera dietro la salvezza nazionale per continuare a fare quello che ha fatto fino a ora. Tutti insieme, dividendosi in pace la torta quando potevano, combattendosi per mangiare la torta quando non erano d'accordo. La sostanza di quello che ci propongono è di onorare il debito che loro stessi hanno costruito, gli uni e gli altri, centro-sinistra e centro-destra, e di trascinare l'Italia in una agonia nella quale milioni e milioni di persone perderanno gran parte del loro tenore di vita.

Purtroppo questo è quello che si delinea, a meno che non ci sia una grande spallata, una grande scossa tra la popolazione e si cominci a organizzare una vera e propria protesta contro l'intera classe politica. Purtroppo in Parlamento non ci sono i numeri per formare nulla di decente, né con Berlusconi né dopo Berlusconi. Sottolineo la parola: non ci sono i numeri per creare nulla di decente e di veramente trasformatore! Premessa per fare qualche cosa di decente è   una nuova legge elettorale che riporti in Italia il sistema proporzionale. Tutte le altre soluzioni, porcellum- mattarellum sono indecenti. Bisogna citare Gramsci che parlava della necessità di una grande riforma intellettuale e morale di questo paese. Questo lo si può fare solo con   una nuova classe dirigente, democratica, intelligente, pulita e onesta.

 

Se Berlusconi e questo governo vanno via l'Italia può riacquistare credibilità?

Su questo non c'è il minimo dubbio. Il problema della credibilità è rilevante. Ma bisogna chiarire cosa significa questa frase. Cioè:   credibilità nei confronti di chi? Perché se si cerca semplicemente la credibilità dell'Italia verso i mercati non credo che sia la cosa giusta. Per la semplice ragione che i mercati stessi non sono affatto credibili. I mercati, le agenzie di rating, le grandi banche d'investimento, la Banca Centrale Europea, non sono credibili perché ci stanno proponendo una cosa che non sta in piedi da nessun punto di vista. Ci invitano a pagare e ci dicono, a ogni piè sospinto, che dobbiamo tornare a crescere. Anche Napolitano ripete questa solfa che è letteralmente impossibile da realizzare.

Noi abbiamo di fronte una drammatica recessione e tutte le ricette che vengono proposte dai mercati ci spingono verso la recessione. Qual'è la credibilità di questa gente? E dunque, in che cosa dovrebbe consistere la credibilità dell'Italia? Nella capacità di un governo italiano che si reca a Bruxelles e dice esplicitamente: guardate che questa costruzione europea non è democratica e non è funzionale alla difesa del tenore di vita delle grandi masse popolari, italiane ed europee. Abbiamo bisogno di un governo italiano all'altezza della crisi che l'Europa sta vivendo, non di un esecutivo succube di poteri che ignorano i bisogni di giustizia   delle popolazioni. Questa Europa non è sentita come propria dalla gente. Se qualcuno ha dubbi su questa mia affermazione drastica guardi i risultati delle votazioni europee: siamo ormai arrivati a un punto in cui più della metà dei cittadini europei non partecipa al voto europeo. Ci sarà pure una ragione per questo. È una crisi di democrazia gravissima ed evidente.

 

Fosse in Napolitano, cosa farebbe?

Napolitano dovrebbe interpretare gli interessi della grande maggioranza della popolazione e quindi dovrebbe dire esplicitamente, in primo luogo, che la situazione italiana, questo debito, è il frutto di decenni di malgoverno. Bisogna distinguere due cose: c'è un pezzo di questo debito che grossomodo corrisponde a circa 700 miliardi di Euro, che è il prodotto della speculazione selvaggia in cui l'Italia è stata coinvolta e ha partecipato, e si tratta della speculazione che nasce negli Stati Uniti e che è stata di fatto accettata e avallata dalla Banca Centrale Europea e dalle istituzioni europee. Ma il resto del debito che l'Italia ha accumulato è dovuto al fatto che da decenni le classi possidenti italiane non pagano le tasse e che c'è un enorme sommerso che non paga le tasse e c'è un enorme criminalità organizzata che ricicla il suo denaro attraverso le banche

Allora questo è un debito illegale. E Napolitano, che rappresenta l'Italia, deve dire queste cose: noi dobbiamo risanare l'economia facendo pagare le tasse ai ricchi. E' probabile che ci sarebbe la fuga di capitali: da questi ricchi non c'è da aspettarsi nessun senso dello stato. Loro sono internazionalisti, nel senso specifico che hanno sempre portato i loro soldi all'estero. Per il resto hanno goduto di scudi e sanatorie che hanno consentito loro di riportare i denari in Italia, quando faceva comodo a loro, pagando cifre ridicole come penalizzazione.   Quindi ci vuole non una patrimoniale straordinaria di qualche decina di miliardi, ma una patrimoniale ordinaria che riporti nelle finanze pubbliche una cospicua quota dei 9 mila miliardi di Euro che sono stati accumulati dai ricchi in questo paese. Questa è la ricetta che deve essere adottata. Certo, comporta sicuramente qualche problema rilevante per la collocazione internazionale dell'Italia e di questo sono ben consapevole, ma aggiungo subito che la soluzione che ci viene proposta dalla Banca Centrale Europea rappresenta un colpo durissimo per la gran parte della popolazione italiana. E, per giunta, non promette nulla di buono per il futuro.

Il disastro l'hanno creato loro, non noi.

Tutte le proposte sul campo sono drammatiche, ma quelle che ci propongono loro sono peggio di ogni altra soluzione tra le non molte possibili. Il Presidente della Repubblica è d'accordo con Draghi e Trichet, cioè non parla a nome del popolo che rappresenta.

Fonte: cadoinpiedi.it

Tratto da: megachip.info