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Opinioni Chiesa - Roberto Morrione (1941-2011)

Chiesa - Roberto Morrione (1941-2011)

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di Giulietto Chiesa - 20 maggio 2011
Lo trovavi sia quando cercavi la notizia sia quando volevi difendere il diritto a dare la notizia. Roberto Morrione era un giornalista appassionato, un punto di riferimento naturale per chi aveva imparato quanto l’informazione sia il cuore della democrazia. Roberto sapeva cogliere con rigore e precisione ogni spiraglio di verità nel vasto flusso delle notizie, e lo porgeva con la calma e la modestia dei forti: non fuggiva dalle macchine strapotenti dei media, ma...

...le correggeva con grande mestiere.
Non guardate al povero Tg1 di oggi per disperare che possa esistere un organo di informazione degno di qualche credito. Prima che i lanzichenecchi che oggi occupano le redazioni della Rai le trasformassero in organi ufficiosi e inattendibili e confinassero i giornalisti bravi, c’erano giornalisti come Morrione, che riuscivano a dare autorevolezza al giornalismo perfino in mezzo alle difficoltà e le pressioni dei piani alti del potere.

Fu in quell’ambiente difficile, prima che le testate del mainstream informativo si trasformassero nei tramiti infinitamente mortificati della pubblicità e degli altri poteri forti, che Roberto Morrione aveva regalato a se stesso e a noi la soddisfazione di grandi scoop, di reportages intelligenti, di una cronaca interessante (una sua passione ben coltivata, assieme a una conoscenza profonda delle notizie internazionali).

Per lui è stato naturale partecipare a tutti i tentativi del giornalismo italiano di riconquistare una prospettiva di libertà. Perfino nel pieno della sua malattia Roberto ha avuto un’agenda fitta di incontri presso tutte le reti e le organizzazioni che hanno mantenuto la schiena dritta sui temi della comunicazione in Italia, dall’Associazione Megachip ad Articolo 21, dalle riviste Aidem e Cometa fino all’arduo tentativo di far nascere la Tv Pandora. L’ho sempre sentito concretamente a mio fianco, in tante iniziative, e sento tutta l’importanza del suo lascito civile, che deve essere trasmesso alle nuove generazioni. Gli ultimi anni spesi con Libera di don Ciotti hanno visto Roberto Morrione a fianco dei cronisti – spesso giovanissimi - che coraggiosamente sfidavano i silenzi imposti dalle mafie, dentro esperienze lontane dai clamori dell’industria culturale, eppure degne di una paziente e ricca narrazione. Alla famiglia di Roberto e a chi ha avuto l’onore di averlo vicino va il pensiero affettuoso della redazione di Megachip, di Alternativa, di tutti gli amici che ora con me lo ricordano con gratitudine.


Alcuni articoli di Morrione pubblicati:

Da Gaza, sette mesi dopo - Intervista a Vittorio Arrigoni

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Il ricordo di Falcone. Le ipocrisie del governo

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Il serial killer della memoria e della libera informazione

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Tratto da: megachip.info