Archivio Antimafia Duemila

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Opinioni 11 settembre, intervista a Giulietto Chiesa - Pagina 10

11 settembre, intervista a Giulietto Chiesa - Pagina 10

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11 settembre, intervista a Giulietto Chiesa
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Uno dei momenti migliori nel documentario è a mio avviso quello in cui compare di Moni Ovadia. Ci sono un paio di scene molto efficaci a livello visivo, come il passaporto che brucia e le foto dei dirottatori che vengono gettate a terra. Anche se non è una questione fondamentale, perché avete deciso di mostrare in quel modo, ripeto molto efficace visivamente, il passaporto che brucia sulla trave? Il fatto è che a uno spettatore dà l’idea che il passaporto sia stato trovato tra le macerie delle Torri gemelle e ovviamente ci si chiede come mai sarebbe intatto. Infatti, così sarebbe una cosa folle. Tuttavia, da quello che ho letto è stato trovato scagliato lontano dall’impatto, non è rimasto all’interno delle Torri, come tanti altri oggetti che sono stati trovati dei passeggeri e del personale. Al di là del fatto che uno,se lo desidera, possa pensare comunque che sia stato messo apposta, in qualsiasi punto sia stato trovato, non rischia di essere fuorviante per lo spettatore dare l’impressione che questo passaporto sia stato trovato nelle macerie delle Torri gemelle, un’ipotesi assurda?
Intanto, è stato trovato molto vicino alle Torri gemelle, forse non proprio tra le macerie…
 
Perché se è dentro, è naturale che debba bruciare, se è fuori si è salvato come tante altri cose che sono state trovate, come dei documenti…
Noi non abbiamo detto niente a riguardo, facciamo un film e mettiamo assieme due elementi, uno che ci dice che le travi si sono fuse e l’altro che è stato trovato un passaporto di carta, mentre il corpo che lo portava è stato completamente vaporizzato. Io penso che questo passaporto al massimo dovesse essere addosso a chi lo portava…
 
Però sono stati trovati altri documenti di passeggeri…
Non so quanti documenti siano stati trovati…
 
Documenti, oggetti, cose che sono state scagliate fuori dalle Torri…

Di oggetti pochissimi per la verità, comunque è possibile che siano state trovate altre cose. Noi facciamo cinema, se qualcuno obietta può realizzare un bel film che ci dica che la verità ufficiale è quella giusta. In realtà, lo hanno già fatto e hanno sbagliato tutto, perché questa storia delle telefonate li metterebbe in difficoltà. Ora probabilmente avrebbero dei problemi a fare il film citando le telefonate sul telefonino, si accomodino. In ogni caso vediamo che risultati otterranno, hanno dovuto fare un po’ di fiction finora, perché non c’è nessuno che ha tirato fuori una spiegazione…
 
La questione dei dirottatori che risultano ancora vivi è interessante. Da quello che ne so, sono stati pubblicati degli elenchi pochi giorni dopo gli attentati, in cui l’identità dei dirottatori non era ben precisa e da lì, come letto anche su Der Spiegel, ci sarebbero stati dei casi di omonimia o quasi omonimia, di persone che sono state considerate dei dirottatori e che in realtà erano persone comuni. Un po’ come se domani ci fosse un dirottatore che si chiama Mario Rossi e un altro Mario Rossi venisse scambiato per il dirottatore quando ancora non ci sono dati precisi. Poi, invece, sarebbero usciti i nomi dei dirottatori precisi, con data di nascita e il resto e sono quelli che secondo la versione ufficiale sono i dirottatori effettivi. A voi cosa risulta in questo senso?

Tanto per cominciare, la lista con i cinque nomi non è mai stata modificata. Questi cinque nomi che noi indichiamo nel film come ancora vivi, sono ancora nella lista ufficiale…
 
Ma magari all’inizio sono stati scambiati per altre persone perché magari non c’erano date e luoghi di nascita…

La domanda che noi facciamo è: voi avete dato una lista, a noi risulta che cinque persone sono ancora vive, volete comunicare al mondo che come minimo queste persone sono ancora vive?

Ma magari non erano quelle. Tornando all’esempio di Mario Rossi, se dico che c’è un Mario Rossi dirottatore e non fornisco dei dati precisi, ovviamente centinaia di Mario Rossi potrebbero sostenere di essere vivi e di non essere dei dirottatori…
Ma i nomi da dove li hanno presi, dai loro passaporti, no?
 
Credo dalle liste di imbarco all’inizio, che probabilmente non avevano tutti i dati precisi di queste persone e da quello probabilmente è nata la confusione che ha portato all’inizio a scambiare queste persone con altre che erano totalmente innocenti e diverse. Tanto che Der Spiegel ha mostrato una foto di una persona che aveva lo stesso nome di un dirottatore ufficiale e si trattava di due persone completamente diverse…

Loro hanno dato prima una lista di nomi e poi l’hanno incrociata con delle fotografie. Le fotografie corrispondono alle persone vive, che dichiarano di essere vive. Vogliamo togliere quelle fotografie dalla lista dei responsabili? Non sono mai state tolte.
 
Forse perché sono le fotografie dei responsabili e non delle persone confuse…
No, è il contrario, quelle fotografie si riferiscono alle persone che sono state individuate, non ha senso. Loro danno la lista dei nomi e poi anche le fotografie, non c’è più un problema di omonimia. Se ai nomi aggiungi una fotografia, uno si riconosce nella fotografia e nega di essere quella persona…