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Opinioni Barbacetto: Oil for food, la condanna. Formigoni, per favore, rispondi...

Barbacetto: Oil for food, la condanna. Formigoni, per favore, rispondi...

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di Gianni Barbacetto - 12 giugno 2009

C'è una sentenza a cui sono stati dedicati solo brevi trafiletti sui giornali. Eppure coinvolge un politico di prima grandezza, che punta addirittura alla successione di Silvio Berlusconi.




La sentenza è quella del processo "Oil for food", il politico è RobertoFormigoni, presidente della Regione Lombardia. Ricordate la vicenda? Èlo scandalo scoppiato nel 2004, quando sono emersi i fiumi carsici ditangenti pagate all'ombra del programma delle Nazioni Unite "Oil forfood", nato per addolcire l'embargo all'Iraq di Saddam Husseinpermettendo di scambiare oil, cioè petrolio, con food, cibo e medicine.Un'indagine americana ha certificato che, sotto l'ombrello protettivodi quel programma Onu, Saddam assegnava contratti petroliferi a prezzidi favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere ilregime. Poi, dopo l'invasione Usa, quei soldi sono finiti a finanziarela guerriglia e il terrorismo. Coinvolti nel gioco, grandi compagnie epiccoli trader petroliferi, ma anche singole persone ed esponentipolitici di una cinquantina di Paesi del mondo.

Tra questi, Roberto Formigoni che, in nome della sua amicizia con ilcristiano Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, ha ricevuto contrattiper 24,5 milioni di barili: la più massiccia tra le assegnazioni fattea soggetti italiani. Poiché Formigoni non fa il petroliere, i contrattisono stati gestiti da aziende suggerite dal governatore: la Cogep dellafamiglia Catanese e la Nrg Oils di Alberto Olivi. Così una piccolaimpresa come la Cogep si è trovata di colpo a passare dalle autobottialle petroliere. In cambio, secondo l'inchiesta sviluppata a Milano dalpm Alfredo Robledo, avrebbe pagato tangenti per 942 mila dollari inIraq e 700 mila a mediatori italiani. La Nrg Oils avrebbe pagato invecealmeno 262 mila dollari. I Catanese (benché la loro Cogep fosse giàstata coinvolta nello scandalo dei petroli e i suoi titolari fosserogià stati condannati nel 1982 per contrabbando internazionale) sono trai fondatori della Compagnia delle Opere, l'associazione d'impresepromossa da uomini di Cl, e questo è bastato, evidentemente, per farscattare la segnalazione di Formigoni a Saddam. A partire dal 1997,Saddam e Aziz concedono succulenti contratti alla piccola Cogep, che"ringrazia" Formigoni versando dal 1998 al 2003 oltre 700 mila dollarisui conti di una società estera, la Candonly, controllata da MarcoMazarino De Petro, il fiduciario di Formigoni per i rapporti con l'Iraqdi Saddam. Come giustifica De Petro tutti quei soldi? «Sono il compensoper la mia consulenza». Ma è difficile capire in che cosa siaconsistita quella consulenza, visto che De Petro può esibire soltantouna relazione stilata nel 1996, tre paginette dalla sintassi difficile,in cui strologa di un «accordo petroil for food».

Ora è arrivata la sentenza. La prima condanna europea per quelloscandalo: due anni di carcere a De Petro, in primo grado, percorruzione internazionale di funzionari dello Stato; condannati ancheAndrea Catanese e Paolo Lucarno, uomini della Cogep. E Formigoni? Eragià da tempo uscito dall'inchiesta. Ma a prescindere dal pianogiudiziario, le responsabilità morali e politiche delle azioni diMazarino De Petro ricadono su di lui. Come Berlusconi per il caso DavidMills: lì, se Mills è il corrotto, Berlusconi è il corruttore; in Oilfor food, se Mazarino De Petro è il corruttore, la responsabilitàmorale e politica del suo operato è del politico per conto del quale DePetro operava, cioè Formigoni. È semplice e chiaro. Qualcuno l'hadetto? Qualcuno l'ha scritto? E ancora: Candonly era una societàriferibile di fatto ai Memores Domini, il "gruppo adulto" di Comunionee liberazione di cui Formigoni è l'esponente più in vista. Dove sonoandati a finire i soldi di Candonly? Chi li ha utilizzati? PerchéFormigoni non lo spiega? E perché nessuno glielo chiede?

Tratto da: societacivile.it