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Opinioni Barbacetto: La messa e' finita

Barbacetto: La messa e' finita

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Barbacetto: La messa e' finita
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di Gianni Barbacetto - 30 aprile 2009
La chiesa cattolica non è mai stata così forte, non ha mai avuto un consenso così ampio (anche tra chi non crede). Eppure si avvia verso l'estinzione: per mancanza di preti. Lo dice uno studio socio-demografico della Fondazione Agnelli, benedetto dai vescovi italiani.

Don Pietro è un parroco. Dirige una parrocchia vicino a Frosinone.Parla un italiano perfetto e solo un leggerissimo accento rivela cheproviene da quella che una volta era chiamata Est Europa: è nato 38anni fa in un paesino della Polonia, che oggi è Europa a tutti glieffetti. «Sono arrivato in Italia a 19 anni, per studiare teologia aRoma e diventare sacerdote», racconta. «Poi, una volta ordinato prete,sono rimasto in Italia, incardinato nella diocesi di Frosinone, di cuidirigo anche qualche ufficio di curia». Gli manca la sua Polonia, ma sadi essere più utile qui: «Sì, in Italia mancano i preti. Pensi chenelle parrocchie attorno alla mia», dice don Pietro, «i sacerdoti sonoquasi tutti attorno agli 80 anni».
La Chiesa cattolica non è mai apparsa così forte e autorevole, nellasocietà italiana. In questo inizio di terzo millennio, i laici (olaicisti, come li chiamano i cattolici) sembrano scomparsi. Peppone nonlitiga più con don Camillo. A destra come a sinistra c'è un comunericonoscimento del ruolo del cattolicesimo nella nostra cultura. Quandovescovi e cardinali parlano, trovano sempre molto rilievo su giornali etv e il papa gode di un'attenzione mediatica che non conosce crisi. Chiprevedeva   che Ratzinger non riuscisse a reggere il confronto conWojtyla è stato smentito. Non solo: i più strenui difensori del papa edella Chiesa cattolica sono diventati, paradossalmente, intellettuali(da Giuliano Ferrara a Marcello Pera) che ieri si proclamavano atei,magnificavano il libero pensiero, erano incalliti mangiapreti e oggihanno scoperto la profondità della cultura religiosa, il misteroinsondabile della fede e soprattutto le radici cristiane dell'Europa edell'Occidente. La religione da sventolare come bandiera politica?Forse, ma comunque da sventolare e tenere alta sui pennoni.
Ma c'è un però. La Chiesa, che oggi appare così forte, non è mai statacosì debole. Cresce la strana pattuglia degli atei devoti, aumentano isuoi rumorosi difensori politici, ma calano i fedeli. Il papa èapplaudito nelle piazze e "passa" spesso in tv, ma le chiese sisvuotano. Di più: la crisi di vocazioni sta inaridendo il ricambio deipreti, sempre in minor numero e sempre più vecchi, come ci dimostra lastoria di don Pietro, il prete polacco approdato a Frosinone per dareman forte a una diocesi in difficoltà. E se la Chiesa cattolica romanasi stesse avviando verso l'estinzione?
L'ipotesi è paradossale. Ma i numeri della scienza statistica dannoqualche sostegno al paradosso. La progressiva e inarrestabiledecrescita dei preti, come il loro costante invecchiamento, sonocertificati da una accurata ricerca della Fondazione Giovanni Agnellicurata dal professor Luca Diotallevi e da Stefano Molina, presentata inun volume fitto di dati e tabelle, ma dal titolo che incrocia,nell'evocazione, geometria e vangelo: La parabola del clero. Unosguardo socio-demografico sui sacerdoti diocesani in Italia.
Primo shock: i preti diventano sempre più vecchi. L'età media deisacerdoti diocesani in Italia è ormai di 60 anni. Il record dianzianità è delle Marche (età media 64 anni), seguite da Piemonte(63,7) e poi, via via, da Emilia, Liguria, Umbria, Triveneto, Toscana,Sardegna, Sicilia, tutte regioni in cui i preti hanno un'età mediasuperiore ai 60. Più giovane - si fa per dire - il clero in Lombardia(età media 58 anni) e poi in Abruzzo e Molise, Campania, Puglia,Basilicata. Il record di gioventù va a Lazio e Calabria, con uncomunque poco consolante 54 anni e mezzo di media.