Archivio Antimafia Duemila

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Opinioni Postfazione a Zero - Pagina 9

Postfazione a Zero - Pagina 9

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Postfazione a Zero
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Riassumendo anche qui, la cosa più evidente era che tutti erano costretti a parlarne. Anche a parlarne male, ma a parlarne. La tattica che avevamo adottato si rivelava efficace sotto ogni profilo. Il tema dell'11/9 diventava parte del dibattito pubblicistico, se non di quello politico in senso stretto. E, nel contempo, milioni di persone che non ne avrebbero saputo nulla, venivano messe a conoscenza dal mainstream di cose che il mainstream aveva taciuto fino a quel momento.  E la rottura degli argini del silenzio è continuata e continua ancora oggi, mentre ci apprestiamo a proiettare "Zero" all'interno del Parlamento Europeo con un'iniziativa che, una settimana prima dall'evento, ha già mobilitato decine di giornalisti europei di altri paesi, e che sarà seguita da decine di parlamentari europei che non hanno mai visto nulla del genere, che non ne sanno nulla nemmeno loro, come l'uomo della strada.
Il film "Zero" non ha trovato un distributore italiano. Questo non è un dettaglio e va ricordato. Nonostante la critica positivamente unanime, nonostante i nomi prestigiosi degli attori che vi hanno lavorato: Dario Fo, Moni Ovadia, Lella Costa, Gore Vidal. Ma, anche senza distribuzione, il film gira per l'Italia, e girerà per il mondo. Decine di proiezioni sono già state fatte nei centri grandi e piccoli. Centinaia sono già programmate. Nel momento in cui scrivo il film è già stato visto da almeno diecimila spettatori. Non ho dubbi che, nelle sale cinematografiche nei circoli culturali, nelle scuole, supereremo i centomila. Questo libro esce insieme al DVD del film. E il DVD sarà poi venduto nelle edicole d'Italia. E sarà (anzi è già) venduto,  alle televisioni straniere, che moltiplicheranno inesorabilmente il numero degli spettatori sotto diverse latitudini e longitudini. Tra il dicembre 2007 e il febbraio 2008 altre uscite televisive della squadra di "Zero" si sono verificate con il "Costanzo Show", con numerose televisioni regionali. La rete 2 di stato ha ospitato chi scrive in uno spettacolo molto simile a una corrida, denominato "Dodicesimo round", dove certo  giornalismo italiano è stato messo al tappeto ripetutamente. Corrado Augias, che già aveva toccato il tema parlando del libro senza ostilità preconcetta  in una sua trasmissione, "Le Storie" ,  ritenta la sorte invitandomi una seconda volta per parlare  del film e del libro, come è lo stile della trasmissione. Ma viene investito da una pressione organizzata perchè trasformi la seconda occasione in una corrida con contraddittorio. E, forse per parare il colpo, si trasforma lui stesso da conduttore in contradditore. Un florilegio di situazioni una più curiosa dell'altra, una  più istruttiva dell'altra. Anche e soprattutto per i telespettatori che - stando alle mail che ricevo dopo ogni incontro. - ringraziano. L'elenco è più lungo e articolato di quanto qui sia necessario descrivere. E credo si allungherà non di poco nei mesi a venire. Il nostro scopo era quello di giungere a una Commissione Internazionale d'inchiesta. Tutto questo lavoro servirà a far crescere il movimento mondiale per la verità. Che, come ho scritto nella prefazione del libro, non è un esercizio estetico. Senza trovare il bandolo della matassa che ha prodotto la tragedia dell'11/9 noi non potremo vivere in pace e, anzi, dovremo vivere in guerra. Perchè quell'evento è stato disegnato perchè non potessimo più liberarci della guerra; perchè affrontassimo in guerra, e non in pace, il tornante drammatico della storia del mondo che ci aspetta nei prossimi anni.
L'esperimento che stiamo tentando è anche un tentativo di capire come e se sarà possibile sconfiggere la Grande Fabbrica dei Sogni e della Menzogna, e di ricondurre i suoi macchinari ad una dimensione umana. Le due cose sono, a ben vedere, la stessa cosa.   La verità della realtà può tornare a emergere dal mezzo? Il mezzo può essere sconfitto dal messaggio? Difficile rispondere in astratto. Uomini e donne di questo pianeta, i destinatari del messaggio, possono decidere questo dilemma. Noi abbiamo cominciato distillando una piccola goccia.  La cosa più affascinante di questo risultato è che ciò che doveva rimanere fuori dalla politica, relegato nelle nicchie degli esperti, degli emarginati, fuoriesce dai contorni obbligati delle nicchie dei poveri e dei senza potere  per erompere nel tempio della grande politica, dove ancora non è accettabile, né accettato.
Ma io credo che sia soltanto questione di tempo.


Sull'emittente TV7 di Bordeaux è andata in onda un'intervista sull'11 settembre a Giulietto Chiesa, realizzata in occasione della diffusione in Francia del film Zero nelle sale e in DVD.