Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Opinioni Postfazione a Zero - Pagina 8

Postfazione a Zero - Pagina 8

Indice
Postfazione a Zero
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9
Tutte le pagine

Non replicai perchè mi resi conto che stavo assistendo alla dimostrazione pratica di una parte del mio esperimento. Mentana, uomo assolutamente interno al mainstream, sua creatura integrale, aveva scoperto che il tema dell'11/9 era diventato una "notizia" per il mainstream. Una notizia che bisognava stravolgere, naturalmente, come tutte le altre, ma una notizia che faceva audience, che attirava gli spettatori, e che quindi doveva essere cavalcata. Seguirono altre tre o quattro trasmissioni di "Matrix", con altri ospiti del nostro gruppo, con altri rivali disparati, e con uguale successo. Tutte realizzate con un contraddittorio squilibrato dal trucco consistente nel fatto che il conduttore stava dalla parte degli "anticomplottisti" (trucco elevato al quadrato, verbale in questo caso, consistente nello screditare una tesi affibbiandogli una qualifica sgradevole prima ancora che essa venga esposta.). Ma il conto finale del dare e dell'avere stava sempre dalla parte nostra, perchè per quanti sforzi mistificanti, per quanto gli ospiti avversari fossero aggressivi e offensivi, sarcastici o ironici, per quanto il confronto fosse sempre dispari, le immagini che venivano pescate dalla Rete, cioè dalla nicchia,  si riversavano sugli schermi e raggiungevano milioni di spettatori per volta, e la gran parte degli spettatori reagiva positivamente agli stimoli. Bastava andare a vedere i blog delle trasmissioni per rendersi conto da che parte pesava la bilancia del consenso. E così l'11  settembre cominciò a dilagare anche su altre reti, con altri conduttori. La seconda rete di stato,  con Milena Gabanelli, con maggiore serietà professionale e anche, s'intende, maggiore coraggio e maggiore lealtà verso il materiale informativo,  decise di mandare in onda integralmente uno dei primi lungometraggi che già da tempo si poteva scaricare dalla Rete, il pionieristico "Confronting the Evidence", realizzato dal milionario americano Jimmy Walter, accompagnato da alcuni frammenti già pronti del nostro film "Zero", allora in fase di realizzazione.
Seguirono proteste dei politici di destra e silenzio di quelli di sinistra, che, salvo eccezioni rarissime, hanno mantenuto la stessa linea di totale mutismo fino al momento in cui scrivo queste righe. La prima rete  della tv di stato, che inavvertitamente aveva - mesi prima - mandato in onda un talk show condotto da Roberto Olla, intitolato "Il mistero del Pentagono", nel quale lo stesso conduttore aveva cercato di porre domande sensate a ospiti in studio troppo impauriti per poter dire qualche cosa di interessante, ma impossibilitati a negare tutto, decideva allora di tornare sui propri passi, affidando allo stesso conduttore una trasmissione di segno opposto, completamente sdraiata sulle tesi ufficiali.
Ma Mentana, ormai sempre più convinto della utilità dell'11/9 a fini di spettacolo, rincarava la dose, questa volta mandando in onda, senza contraddittorio, un altro brano del film "Zero", ormai in dirittura d'arrivo. E la svolta avvenne infine con la presentazione (e l'accettazione) del film al Festival Internazionale del cinema di Roma, nell'ottobre 2007. Il successo del film, le recensioni dei critici, tutte favorevoli, producono alcune reazioni rabbiose degli editorialisti politici. La Repubblica scomoda Carlo Bonini per un articolo che, in sostanza, non ha niente da dire, nel merito, salvo la ben nota capriola concettuale in base alla quale il complotto non esisterebbe in quanto non esisterebbe la "gola profonda". E una gola profonda non potrebbe non esistere, in base all'assunto che all'operazione avrebbero partecipato svariate centinaia di persone.
Stessa tesi, del resto, sostenuta da Umberto Eco in una delle sue "Bustine della Minerva" dell'Espresso. Alle quali obiezioni è facile rispondere, come feci, ricordando che per l'incidente del Golfo del Tonchino, da cui prese avvio la guerra del Vietnam, non ci fu nessuna gola profonda. Semplicemente gli archivi vennero aperti qualche decennio dopo e da essi emerse che l'incidente non era mai esistito e che i capi del Pentagono dell'epoca lo avevano inventato per trascinare l'America in una guerra in cui morirono oltre 50 mila soldati americani, oltre agli svariati milioni di vietnamiti. Il più invelenito di tutti, come era già accaduto a più riprese, fu Pier Luigi Battista, del Corriere della Sera. E si capisce.