Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Opinioni Postfazione a Zero - Pagina 5

Postfazione a Zero - Pagina 5

Indice
Postfazione a Zero
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9
Tutte le pagine

Il tutto confermava l'ipotesi di partenza:  che l’operazione 11 settembre era stata il più fantastico successo manipolatorio di tutti i tempi. Chiunque fosse stato il suo ideatore, di lui poteva dirsi con certezza che era un raffinato conoscitore del funzionamento della macchina mediatica, della GFSM. Non solo: si poteva dire che, avendo ideato l'operazione terroristica, aveva tenuto conto anche delle reazioni della macchina mediatica, anticipandole, calcolandole. Ne veniva fuori l'identikit di persone assai diverse da un gruppo di fanatici ripetitori a memoria dei versetti del Corano. Come minimo, dietro ai fanatici doveva nascondersi una serie di individui dotati di una modernissima consapevolezza della psicologia delle grandi masse, e delle novità radicali prodotte dalla information-communication technology .  Lettori di Elias Canetti piuttosto che di Maometto.  .
E ne concludemmo tre cose:
per quanti sforzi si facciano per aumentare la quantità di analisi e di prove su internet, se si resta chiusi dentro internet non si otterrà nessun movimento politico per ricostruire la verità e, con esso, per contribuire a fermare la guerra. Non è sufficiente che milioni di persone, in giro per il mondo, guardino su un computer lo stesso filmato rivelatore. Il risultato è una miriade di processi liberatori individuali che non si traduce in azione politica e in consapevolezza collettiva.
Ne consegue che bisogna agire per uscire dalla rete e coinvolgere il mainstream informativo. Che ovviamente vi si oppone, ma che può essere influenzato dalle tecniche spettacolari di cui è essenzialmente infarcito. Con quali tattiche e mezzi è questione da sviluppare, E bisogna “raccontare” la verità (cioè che la versione ufficiale è un falso) con gli stessi modi con cui è stata fatta passare la bugia: con le immagini, e facendo scorrere le immagini nelle televisioni generaliste, dovunque possibile. Nacque in quel momento l'idea di farne un film, ma non (solo) destinato alla Rete (dove già ne circolavano più d'uno), bensì destinato a essere diffuso nelle sale cinematografiche, nei circoli culturali, nelle scuole, dovunque il pubblico s'incontra fisicamente con il messaggio e con gli altri uomini e donne in persona  che lo compongono. E, ovviamente,  nelle televisioni del mainstream, quelle che il grande pubblico, che non conosce la Rete, vede tutte le sere.