Archivio Antimafia Duemila

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Opinioni Caso De Magistris: vogliono uccidere Mani Pulite 2 - Pagina 5

Caso De Magistris: vogliono uccidere Mani Pulite 2 - Pagina 5

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Caso De Magistris: vogliono uccidere Mani Pulite 2
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Meravigliarsi per quello che è successo adesso è veramente ridicolo. Se in 24 ore dopo l’audizione dei PM di Salerno fossero stati presi i provvedimenti che andavano presi, come sono stati presi rapidamente adesso contro i due Procuratori del presunto scontro fra Procure, probabilmente il CSM si sarebbe potuto vantare di avere proceduto a fare pulizia al suo interno. Invece ciò non è avvenuto.
L’ultima cosa da dire è che lo strumento del trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale è assolutamente discutibile perché il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale può avvenire soltanto quando si sono create delle condizioni di incompatibilità con un certo ambiente geografico, derivanti da comportamenti non colpevoli da parte del magistrato e non colpevoli vuol dire rapporti di parentela, con avvocati o con indagati, o rapporti di amicizia con indagati o con avvocati, insomma con parti in causa, che suggeriscono al magistrato, che pure non ne ha nessuna colpa, di andare a lavorare da un’altra parte. Quando invece ci fossero comportamenti colpevoli, non si può usare il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale, bisogna usare il procedimento disciplinare. Però è più lungo ed è più garantito. Quindi il fatto di usare il trasferimento per incompatibilità ambientale per due magistrati che sono stati accusati di fare addirittura una guerra fra Procure, è assolutamente improprio e probabilmente illegale, come improprio e illegale è tutto quello che è successo in questi giorni, e come altamente intimidatorio si rivela oggettivamente l’intervento del Capo dello Stato che all’improvviso, come un marziano, si sveglia dopo un anno che il CSM sa tutto e si meraviglia per quello che sta avvenendo e che nessuno ha fatto niente per prevenire e addirittura chiede gli atti di un’indagine in corso alla Procura di Salerno e solo dopo a quella di Catanzaro, come se ci fosse qualcosa di male nel fatto dei magistrati di Salerno, trovati gli elementi per contestare dei reati ai magistrati di Catanzaro abbiano proceduto nei loro confronti come avrebbero proceduto nei confronti di qualunque altro cittadino.
La Procura di Salerno ha dimostrato che la legge è uguale per tutti, anche per i magistrati, non so che cosa ne pensino il Quirinale e il CSM dell’art. 3 della Costituzione che ormai, anche alla luce della legge Alfano andrebbe abolito, così almeno gli italiani potranno finalmente decidere in qualche regime si trovano e se sia ancora una democrazia, un paese dove si dice sempre che i magistrati non pagano per i loro errori e poi, quando se ne vede qualcuno che rischia di pagare intervengono il Capo dello Stato, il CSM e la politica tutta per salvarlo. Viene persino il dubbio che De Magistris avesse visto giusto.

C’è una Magistratura purtroppo sempre più vasta che si fa gli affari suoi e che ha capito l’antifona per cui certi processi e certi personaggi non si devono toccare e non vengono toccati, e poi c’è una pattuglia sempre più sparuta di magistrati obbedienti soltanto alla legge e alla Costituzione che a loro rischio e pericolo continuano a cercarsi rogne, tra virgolette, cioè ad applicare la legge in maniera uguale per tutti. Quindi il problema non è più come una volta, mettere il bavaglio alla Magistratura, si tratta di indurre al silenzio e tagliare le mani a quei pochi magistrati che ancora hanno voglia di occuparsi degli scandali del potere, e quindi tutto ciò deve avvenire, questa volta, non attaccando dall’alto la corporazione togata, ma ottenendo la collaborazione della parte, non so se maggioritaria, ma sicuramente normalizzata della corporazione togata affinché aiuti e insieme alla politica e ai poteri forti metta in riga i propri riottosi.
Da questo punto vista con grande dolore, devo dire, ma ho letto la conclusione del fondo di Scalfari di questa mattina, che sposa in pieno la linea della controriforma Castelli-Mastella, tra l’altro ignorando che purtroppo ciò che lui auspica, e cioè la gerarchizzazione delle Procure per dare l’azione penale nelle mani dei capi, che è un vecchio sogno naturalmente della politica, perché è molto più facile controllare venti o trenta capi che non controllare duemila PM, non può essere auspicato perché purtroppo è già stato codificato nella legge sull’ordinamento giudiziario di Castelli che poi con qualche minuscolo ritocco non sostanziale è stata approvata con il concerto di Mastella e con ampia maggioranza trasversale del Parlamento, e quindi già oggi l’azione penale è tornata nelle mani di pochi capi, i quali naturalmente hanno gioco facile nel liberarsi di Pubblici Ministeri scomodi portandogli via le indagini, e da questo punto di vista il caso di Catanzaro è stato un banco di prova, una specie di pista di collaudo per una controriforma che puntava e che è perfettamente riuscita a silenziare i Pubblici Ministeri, tra virgolette riottosi, agli ordini superiori del potere e abbiamo visto che è stato facilissimo portare via tre indagini su tre a un magistrato come De Magistris senza problemi. Dopodiché non capisco come si possa dire che mettendo la responsabilità nelle mani dei capi il problema sarebbe risolto, se è vero che il Consiglio Superiore della Magistratura sta trasferendo due capi, un Procuratore Generale e un Procuratore Capo. Forse perché il Procuratore Capo di Salerno, Apicella, non ha obbedito agli ordini non scritti ma ferrei, se avesse preso i suoi sostituti Nuzzi e Verasani e li avesse mandati a occuparsi di furti di bestiame anziché delle denunce di e contro De Magistris, o avesse rifiutato di avallare la loro indagine, probabilmente a quest’ora nessuno cercherebbe di cacciarlo, e invece questo è un ordine anche ai capi. Cioè, guardate che quando i vostri sostituti si avvicinano a certi santuari, o fate come hanno fatto a Catanzaro che hanno buttato fuori De Magistris, oppure vi buttiamo fuori a voi.

Marco Travaglio

Tratto da: MicroMega