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Opinioni Caso De Magistris: vogliono uccidere Mani Pulite 2

Caso De Magistris: vogliono uccidere Mani Pulite 2

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Caso De Magistris: vogliono uccidere Mani Pulite 2
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di Marco Travaglio
Si è parlato da parte di tutti i giornali, praticamente a edicole unificate, di una guerra fra Procure, quella di Catanzaro e quella di Salerno, e come in tutte le guerre si è dunque auspicato e immediatamente verificato quello che è stato presentato come un intervento ...





L'intervento di Marco Travaglio ad AnnoZero sul caso Catanzaro - 11/12/08 by YouTube




... come dire, di peacekeeping da parte del Capo dello Stato e del Consiglio Superiore della Magistratura che hanno messo sullo stesso piano, se non addirittura messo su un piano più negativo la Procura di Salerno rispetto a quella di Catanzaro e poi hanno deciso pilatescamente secondo alcuni, o salomonicamente secondo altri, di cacciare dalle loro sedi il Procuratore Capo di Salerno e il Procuratore Generale di Catanzaro che erano visti come i massimi protagonisti di questo cosiddetto scontro o guerra fra Procure e i giornali, insieme all’intera classe politica, se escludiamo Di Pietro, e all’intero fronte dell’informazione anche televisiva e di tutti hanno applaudito per questo pronto e tempestivo intervento atto a sedare la rissa e a spegnere i fuochi.
In realtà non c’è nessuna guerra fra Procure, o meglio, non c’è nessuna guerra da parte della Procura di Salerno nei confronti di quella di Catanzaro, c’è un’indagine della Procura di Salerno nei confronti di quella di Catanzaro, mentre effettivamente c’è una guerra della Procura di Catanzaro contro quella di Salerno, visto che Catanzaro non è competente sugli eventuali reati commessi a Salerno, mentre Salerno è competente sugli eventuali reati commessi a Catanzaro, quindi siamo di fronte a un vigile urbano che fa la multa a qualcuno che ha parcheggiato in divieto di sosta e quello che ha parcheggiato in divieto di sosta sfila il portafoglio al vigile che gli ha fatto la multa e gli porta via i soldi corrispondenti alla multa. Non è naturalmente questa una guerra fra il vigile e il parcheggiatore abusivo, ma è invece una doverosa multa e una inaudita reazione illegittima e forse anche illegale da parte di quello che ha parcheggiato in divieto di sosta. Presentata così la vicenda avrebbe illuminato immediatamente l’opinione pubblica, facendole fra l’altro capire che per fortuna la magistratura non è una casta, visto che al suo interno si trovano ancora magistrati che quando hanno notizie di reato a carico di altri magistrati, invece di chiudere gli occhi e di voltarsi dall’altra parte le approfondiscono e assumono le decisioni conseguenti che sono naturalmente quelle previste dalla legge, la Procura competente per i reati commessi a Catanzaro notifica avvisi di garanzia a coloro che questi reati avrebbero commesso e avendo necessità di acquisire carte, chiede queste carte, e nella fattispecie la Procura di Salerno ha chiesto da febbraio a oggi per sette volte il fascicolo Why Not che era stato scippato al titolare De Magistris da parte del Procuratore Generale, con una mossa che secondo la Procura di Salerno è illegittima e illegale, tant’è che celerebbe addirittura una corruzione giudiziaria per salvare alcuni imputati eccellenti dell’indagine Why Not, la Procura di Catanzaro con mille scuse ha negato sette volte ai colleghi di Salerno competenti quelle carte, e alla fine i colleghi di Salerno giustamente sono andati a Catanzaro a prendersele con un provvedimento previsto dalla legge, provvedimento tra l’altro di ordinaria amministrazione giudiziaria, il sequestro di carte in originale come succede continuamente in uffici pubblici di ogni genere.
Il sequestro delle carte è stato accompagnato da perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di questi magistrati alla ricerca di chiavi elettroniche, di pen-drive, di file su computer anche privati, il che spiega l’eventuale – ma ancora tutta da verificare – perquisizione corporale di cui si sono lamentati alcuni magistrati di Catanzaro che hanno detto con grande scandalo di essersi addirittura dovuti levare il pigiama che indossavano al momento della perquisizione, se uno cerca un pen-drive e non lo trova verifica che non sia nascosto da qualche parte negli indumenti delle persone, questo succede continuamente e se l’avessero fatto per una persona sospettata di spaccio di droga nessuno si sarebbe meravigliato, anzi, si sarebbe meravigliato del contrario e non si vede per quale motivo ci sia da scandalizzarsi, si fa una perquisizione corporale – ammesso che sia stata fatta – nei confronti di magistrati accusati, ripeto, di corruzione in atti giudiziari, cioè di avere venduto le proprie funzioni giudiziarie per interessi privati di imputati eccellenti. Questa è l’ipotesi accusatoria, un’ipotesi talmente grave che mi meraviglio che ci si scandalizzi per la perquisizione e non ci si scandalizzi invece per l’ipotesi accusatoria che è addebitata a diversi magistrati di Catanzaro.