Archivio Antimafia Duemila

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News Medaglia d'oro a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Medaglia d'oro a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

ilariaalpi_01.jpgdi Dora Quaranta – 10 ottobre 2008
Roma.
Ma il mistero della loro morte permane. Medaglie d’oro al merito civile sono state conferite quest’oggi dal presidente Giorgio Napolitano alla memoria di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, giornalista e cameraman del Tg3, uccisi in Somalia il 20 marzo 1994.




La cerimonia si è svolta al Quirinale in occasione della Giornata dell’Informazione 2008. Alpi e Hrovatin sono stati ricordati come <<fulgido esempio di elevato spirito di servizio e grande professionalità>>. Una onorificenza che tuttavia non cancella nei genitori di Ilaria l’amarezza per non essere ancora giunti, nonostante siano trascorsi ben 14 anni dall’eccidio, ad una verità inoppugnabile. <<Ancora oggi – hanno detto Luciana e Giorgio Alpi – sappiamo troppo poco sull’assassinio di nostra figlia. Magistrati e commissioni d’inchiesta ci hanno illuso. Come la stampa: tanto pavida o così distratta da non pubblicare notizie di cruciale importanza>>. Il riferimento è ai risultati della perizia predisposta dalla Procura di Roma effettuata su un campione di Dna prelevato da macchie di sangue trovate a bordo della Toyota su cui si trovavano Ilaria e Miran al momento dell’agguato. Il perito Renato Biondo ha escluso che il sangue appartenesse ad Ilaria. Dubbi sorgono anche sul fatto che la Toyota esaminata sia stata proprio quella usata dai due giornalisti. <<Anzi – ha detto l’avvocato della famiglia Alpi – gli elementi disponibili suggeriscono il contrario>>. Le conclusioni a cui è giunta la commissione d’inchiesta presieduta da Carlo Taormina invece sanciscono l’autenticità dell’autovettura in questione. Ma Taormina, come denuncia in un suo articolo il giornalista dell’Espresso Riccardo Bocca, per ritrovare la macchina si sarebbe rivolto ad un personaggio discutibile: il faccendiere Giancarlo Marocchino, indicato dal capo della direzione investigativa anticrimine a Mogadiscio, Ali Jirow Sharmarche, proprio come colui che avrebbe fatto uccidere i due giornalisti.
Malgrado la medaglia d’oro, hanno sottolineato i coniugi Alpi, non è possibile dimenticare quanto Taormina avrebbe dichiarato in merito alla morte dei due giornalisti: per lui Ilaria e Miran <<passarono una settimana di vacanze conclusasi tragicamente, senza ragioni che non fossero quelle di un atto delinquenziale comune>>. In netta antitesi con le parole del gip Emanuele Cersosimo secondo cui l’omicidio è stato predisposto su commissione, <<posto in essere per impedire che le notizie raccolte da Alpi e Hrovatin in ordine ai traffici di armi e rifiuti tossici tra Italia e Somalia venissero portate a conoscenza dell’opinione pubblica italiana>>.