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News Aggravata l'imputazione per La Rupa

Aggravata l'imputazione per La Rupa

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di Dora Quaranta - 3 maggio 2008

Cosenza. Accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso per il consigliere regionale Franco La Rupa. E’ il capo di imputazione che la Dda di Catanzaro ha emesso a conclusione delle indagini preliminari dell’operazione “Nepetia” scattata il 20 dicembre dello scorso anno con l’emissione di 39 fermi a carico di altrettanti presunti appartenenti alla cosca Gentile/Besaldo di Amantea, tra cui il boss Tommaso Gentile.

A Franco La Rupa, ex capogruppo dell’Udeur ed ex sindaco di Amantea, il 19 marzo scorso erano stati applicati gli arresti domiciliari per voto di scambio politico-mafioso in occasione delle elezioni regionali del 2005. Per gli inquirenti il politico avrebbe versato 83.000 euro alla cosca mafiosa Gentile in cambio di sostegno elettorale. La somma poi sarebbe servita per acquistare una motonave per fini turistici. La Rupa avrebbe inoltre fatto affidare ad una società riconducibile a Tommaso Gentile la gestione del porto di Amantea con la compiacenza del dirigente tecnico comunale Concetta Schettini finita ai domiciliari con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il procuratore aggiunto Mario Spagnuolo e il pm Domenico Fiordalisi avevano inizialmente contestato a La Rupa il concorso esterno, ma il gip Antonio Giglio aveva ritenuto che la condotta del politico fosse ascrivibile solo alla fattispecie punibile con l’art 416 ter, il voto di scambio appunto. Ma ora, terminate le indagini preliminari, la Dda aggrava il capo di imputazione: associazione mafiosa. Il 19 marzo scorso erano finiti ai domiciliari anche un sottufficiale dei carabinieri, Armando Mendicino e un appuntato della Guardia di Finanza, Domenico De Luca, per concorso esterno. I due avrebbero agevolato la cosca Gentile fornendo informazioni su indagini della Dda di Catanzaro.

La Rupa è coinvolto anche in un’altra inchiesta della procura di Catanzaro: l’operazione “Omnia” contro il clan Forastefano. Il 10 luglio dello scorso anno il politico dell’Udeur viene indagato per concorso esterno e voto di scambio. Il pentito Francesco Elia ha rivelato ai giudici i contatti tra Antonio Forastefano, presunto capobastone di Cassano, e La Rupa. Secondo il pentito, Forastefano avrebbe chiesto a 80.000 euro a La Rupa che ne avrebbe versati 30.000. Il politico, sempre secondo le rivelazioni del collaboratore, si sarebbe reso disponibile a favorire l'assegnazione di finanziamenti pubblici alle aziende agricole dei Cassanesi. Un altro pentito della 'ndrangheta, Adamo Bruno, ha parlato di 15.000 euro versati da La Rupa a Forastefano. Intercettazioni telefoniche effettuate dagli investigatori rivelerebbero che nel 2005 il presunto boss di Cassano, il giorno degli scrutini, inviò i suoi uomini per visionare le operazioni di spoglio delle schede. Forastefano, venuto a conoscenza della vittoria elettorale di La Rupa, volle festeggiare con lo champagne.

La Rupa è sotto inchiesta inoltre per un documento, secondo la Dda falso, presentato in Corte d'Appello a Catanzaro per sfuggire ad una condanna di abuso d'ufficio inflittagli in primo grado. Per questa vicenda è stata inoltrata richiesta di rinvio a giudizio. Negli anni '90 La Rupa subì un processo per presunte irregolarità nella conduzione degli appalti per la ristrutturazione del centro storico di Amantea. Ne uscì prosciolto perché le accuse risultarono infondate.

 

Dora Quaranta