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News Calcio e mafia: quando il boss si avvicina al calciatore

Calcio e mafia: quando il boss si avvicina al calciatore

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Da Maradona a Miccoli, rapporti da evitare per essere esempio di legalità
di Aaron Pettinari - 14 settembre 2011
Maradona, Balotelli, Cannavaro, Hamsik, Lavezzi, Roberto Carlos, Fabrizio Miccoli. Grandi nomi conosciuti nel mondo del calcio e non solo. Giocatori di serie A del passato, del presente e del futuro le cui gesta in campo vengono proiettate di domenica in domenica nelle case di milioni di bambini in tutto il mondo. Un gesto tecnico, un gol, un assist per un compagno.
     

Purtroppo però sono anche giocatori che hanno visto il proprio nome accostato a quello di uomini della malavita. 
Dalle famose foto del “Pibe de oro” con il potente boss Carmine Giuliano, alla più recente passeggiata tra le vie di Scampia effettuata da Mario Balotelli in compagnia di Salvatore Silvestri e Biagio Esposito, uomini noti del clan Lo Russo e degli Scissionisi. Del resto ai boss può bastare poco, una passeggiata, una fotografia, una cena, anche solo uno scambio di battute. Un modo come un altro per mettersi in mostra di fronte al proprio “pubblico” in compagnia di quel calciatore famoso e tanto amato. Alcuni ignari, fino a prova contraria, altri un po' meno (come dicono alcuni pentiti riguardo ad un Maradona rivoltosi alla Camorra per rimediare qualche dose di cocaina). L'ultimo della lista è Fabrizio Miccoli. Il centravanti del Palermo non è indagato così come non risulta esserlo Mauro Lauricella, figlio del boss Antonino arrestato nei giorni scorsi mentre si aggirava per le vie del mercato di Ballarò. Per diversi mesi la Dia di Palermo ha seguito questi, sperando di arrivare proprio al padre capomafia della Kalsa. E così è emerso che il giovane ragazzo frequentava spesso il capitano rosanero (diverse volte era presente agli allenamenti, poi feste, uscite fuori insieme). Qualche mese fa, anche la Digos si era insospettita per quell'amicizia, facendo partire una nota riservata, segnalando i rapporti tra i due alla magistratura.
E Miccoli avrebbe fatto anche diversi regali in denaro al giovane Lauricella. Inoltre c'è un video sul web in cui il figlio di “Scintilluni” è ritratto assieme al bomber in alcuni fotogrammi ed in altri, decisamente più vecchie, si trova in compagnia del padre.
E lo stesso Mauro Lauricella a spiegare, rispondendo a Livesicilia, che “Miccoli è un bravissimo ragazzo e non sapeva niente della mia situazione familiare. L'ho conosciuto tramite il calcio perchè io gioco pure”. Insomma niente di grave, nessun affare losco. Ed è quello che si augurano anche numerosi appassionati del Palermo e del calcio, fermo restando che sarebbe stato meglio evitare certi “rapporti” con membri vicini a mafiosi. Il procuratore aggiunto di Palermo Ignazio De Francisci ha dichiarato che “sentire Miccoli non è in programma”. E allora quello che ci si aspetta è che il centravanti dei rosanero si schieri contro la mafia, senza mettere in dubbio la propria buonafede in questi fatti, lanciando un messaggio ai tanti giovani che lo seguono. Per essere veramente esempio, non solo in campo, ma anche fuori.