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News ''Crimine 3'': 40 arresti per narcotraffico internazionale

''Crimine 3'': 40 arresti per narcotraffico internazionale

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Gratteri: "Indagine da manuale"
di AMDuemila - 14 luglio 2011
Oltre quaranta arresti tra Italia, Stati Uniti, Spagna ed Olanda e centinaia di chili di cocaina sequestrati.
E' il bilancio dell'operazione “Crimine 3”, contro il narcotraffico internazionale gestito dalle cosche della 'Ndrangheta, condotta questa mattina dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla Dda.

E in collaborazione con la Dcsa e con l'Agenzia delle Dogane.
Nel corso delle indagini che hanno portato al blitz sono stati individuati i canali e le modalità di importazione della droga oltre alle attività per il riciclaggio dei proventi provenienti dal narcotraffico. E sono emersi i rapporti delle 'ndrine calabresi con il cartello del Golfo messicano ed i cartelli colombiani che controllano il traffico di cocaina verso gli Usa e l'Europa.
Compiutamente delineata, sostengono gli investigatori anche “la struttura del cartello calabrese implicato nel narcotraffico”. Un grande affare che unisce la sponda tirrenica e quella jonica della Calabria. Grazie ad un accordo stretto per il controllo dell'area portuale di Gioia Tauro finalizzato a far arrivare in Italia la droga.

Accertato un consorzio tra le cosche Jerinò di Gioiosa Jonica e i potenti Aquino di Marina di Gioiosa Jonica, i Bruzzese di Grotteria, i Pesce di Rosarno e i Commisso di Siderno. E accertato il collegamento con alcuni soggetti legati a Cosa nostra siciliana, in particolare alla famiglia di Carini (Palermo). Alcuni dei quali rientrati in Italia dopo un lungo esilio negli Stati Uniti - determinato dalla guerra di mafia degli anni '70-'80 – dove si erano coagulati gli interessi delle componenti siciliane e calabresi, rappresentate da Vincenzo Roccisano, broker delle famiglia Jerinò, Aquino e Commisso.

Gli arresti di questa mattina sono stati eseguiti in Calabria, Sicilia, Lazio e Lombardia. Cinque trafficanti sono stati localizzati in Spagna ed Olanda, dove è stato notificato loro un mandato di arresto europeo. Mentre è stato richiesto l'arresto a fini estradizionali di altre tre persone, già localizzate in Colombia, Venezuela e Stati Uniti.

Crimine 3, riferiscono i Carabinieri, completa una vasta indagine del Ros e del Comando Provinciale di Reggio Calabria già concretizzatasi in due interventi del settembre 2008 e del luglio 2010.
La prima fase, avviata nel febbraio 2008 (Operazione Solare), in collaborazione con la Dea, in direzione di una struttura transnazionale dedita al traffico di cocaina, metamfetamine e cannabis tra il Sud America, il Nord America e l'Europa, aveva documentato le proiezioni statunitensi della cosca Aquino-Coluccio che, attraverso una componente radicata a New York (Usa), si riforniva di narcotico dal Cartello del Golfo e dalle squadre di mercenari paramilitari dette Los Zetas, egemoni in Messico.

L'incontro tra la 'Ndrangheta e i messicani a New York, ha spiegato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, è stata originata “da quando i colombiani hanno dato incarico della distribuzione ai messicani”. I Los Zetas, che “prima imponevano la mazzetta sul trasporto, ora invece si stanno mettendo in proprio nella produzione e si stanno strutturando come la 'Ndrangheta”.
Quella di oggi, ha proseguito Gratteri, “è una delle poche indagini da manuale, che può essere utilizzata nelle scuole di polizia per dire come si fanno le indagini di droga e come ci si rapporta con le forze di polizia di altri Stati che hanno mentalità e codici diversi”.
Soddisfatto anche il procuratore Giuseppe Pignatone che ha definito le conclusioni dell'operazione come il “frutto di innumerevoli controlli e sequestri avvenuti grazie anche agli esiti dell'inchiesta 'Criminè. Abbiamo scoperto - ha detto Pignatone - quello che può assomigliare ad un'associazione temporanea di imprese, gli Aquino, i Coluccio, gli Ierinò, i Commisso, della ionica reggina, e i Pesce, di Rosarno, i quali, grazie all'attivismo del loro broker in terra americana, Vincenzo Roccisano, organizzavano l'arrivo in Italia ed in Europa della cocaina, servendosi del nuovo 'cartellò messicano dei 'Los Zetas', una organizzazione criminale strutturata in maniera simile alla 'Ndrangheta”.