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News A Catania la mafia torna ad aprire il fuoco

A Catania la mafia torna ad aprire il fuoco

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Ieri gambizzato il capocosca dei Cursoti, oggi ucciso un uomo in un bar
di AMDuemila – 4 giugno 2011
Torna a farsi sentire il rumore delle pistole a Catania in quella che appare essere una faida tra clan. Ieri il boss Giuseppe Garozzo, 62 anni, esponente storico del clan dei Cursoti, è stato ferito, in maniera lieve, con un colpo di pistola a un polpaccio mentre era sul proprio scooter a Misterbianco, paese delle cintura metropolitana di Catania. 


L'uomo subito dopo la sparatoria si è recato nella caserma della Tenenza dei carabinieri. A militari dell'Arma ha riferito di essere stato affiancato da una moto di grossa cilindrata con due persone a bordo, col volto coperto da casco integrale, e uno di loro lo ha 'gambizzatò. Giuseppe Garazzo, noto come 'Pippu u maritatu' era stato scarcerato nel dicembre del 2010 ed è attualmente sottoposto alla vigilanza speciale. Garozzo è considerato dagli investigatori capo indiscusso di una delle più sanguinose frange del clan dei Cursoti. Fu arrestato il 27 novembre del 1991 in Germania in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere della magistratura di Catania. Imputato in più processi ai Cursoti di Torino, il boss si era reso irreperibile dopo essere stato scarcerato nel novembre del 1990 per decorrenza dei termini di carcerazione. E' indicato come uno dei promotori della faida mafiosa iniziatasi nel 1991 a Catania, che causò in cinque anni oltre 500 morti ammazzati. Dopo il suo arresto in Germania, all' interno del clan dei Cursotì vi fu una sanguinosa guerra 'interna' per il controllo del gruppo che fece registrare diverse diecine di omicidi.
Assieme a lui c'era anche, Angelo Adriatico, di 68 anni, che è stato invece raggiunto dai proiettili al torace e all´addome ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico nell'Ospedale Garibaldi. I carabinieri di Catania stanno indagando per scoprire eventuali collegamenti tra il ferimento di Garozzo e quello del titolare di una concessionaria di automobili di San Gregorio 'gambizzato' anch'egli nei giorni scorsi. Come se non bastasse poi, questa mattina all'alba, in un bar del centro è stato ucciso Salvatore Grasso, 53enne, indicato dai carabinieri come organico alla frangia Cappello della cosca dei Cursoti.
A sparare diversi colpi con un rivoltella sarebbe stato un sicario entrato nell'esercizio mentre la vittima giocava con una slot machine. Al delitto non ci sarebbero testimoni: a quell'ora, nel bar Macrì di corso Indipendenza, non c'erano altri clienti e il proprietario ha riferito di non essere presente perchè stava sistemando i pezzi per la colazione.
A seguito degli eventi delittuosi i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale e della Compagnia di Fontanarossa di Catania, hanno intensificato i controlli nei confronti dei soggetti pregiudicati ritenuti vicini al prefato sodalizio criminale. In questo contesto sono state effettuate a Catania e nell'hinterland numerose perquisizioni domiciliari finalizzate alla ricerca di armi nei confronti di sorvegliati speciali e pregiudicati per reati di tipo associativo. Sempre oggi,poi, il rinvenimento di un'arma nella casa di un pregiudicato di Misterbianco, pronta all'uso, fa ritenere che il livello di allerta all'interno dei clan sia cresciuta notevolmente.
Tuttavia per il procuratore di Catania Michelangelo Patanè “è ancora troppo presto per parlare di una nuova guerra di mafia a Catania, certo c'è una tempistica da valutare, ma ancora ci sono pochi elementi per un'ipotesi privilegiata”. Secondo fonti investigative, al momento non emergerebbero prove di collegamenti diretti tra i due episodi, se non la tempistica e l'appartenenza di Grasso e Garozzo al clan dei Cursoti.