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News ''Scacco Matto'' alla cosca Longo

''Scacco Matto'' alla cosca Longo

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In manette anche politico del Pdl, ex consigliere comunale di Fondi
di AMDuemila - 15 marzo 2011
Reggio Calabria.
Avevano monopolizzato ogni attività imprenditoriale del comune di Polistena, nella Piana di Gioia Tauro ed esercitavano il controllo del territorio anche attraverso il condizionamento degli appalti pubblici. Sono 35 gli uomini della potente cosca Longo arrestati all'alba di oggi...


...nell'ambito dell'operazione “Scacco Matto”, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria ed eseguita dagli uomini della Squadra mobile, del commissariato di Polistena e dello Sco, con l'aiuto dei colleghi di Latina, Roma, Salerno, Arezzo e Padova.
Ad incastrare i boss, alcuni già presenti nelle carte delle inchieste Crimine e Crimine 2, una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, effettuate anche all'interno del carcere, “che hanno permesso di costruire un mosaico preoccupante sull'attività della cosca”. Lo ha dichiarato questa mattina il procuratore reggino Giuseppe Pignatone nel corso della conferenza stampa indetta in seguito all'operazione, quando insieme all'aggiunto Prestipino, ha fornito alcuni dettagli sulle indagini. Specificando, innanzitutto, l'esistenza a Polistena di una società di 'Ndrangheta al cui vertice siede Vincenzo Longo.
L'inchiesta, hanno spiegato i magistrati, si è basata su dati già acquisiti e nuovi elementi che hanno corroborato l'ipotesi investigativa. Tra questi le dichiarazioni del testimone di giustizia, Gaetano Saffioti, imprenditore che ha denunciato lo strapotere delle cosche in riferimento all'appalto del liceo scientifico Renda, i cui lavori furono vinti dalla Gival srl di Fondi: “Il primo passo degli amministratori di quella società - ha raccontato Prestipino - è stato quello di contattare i Longo per un accordo in cerca di tranquillità”.
“In esecuzione di questi lavori – si legge invece nell'ordinanza firmata dal gip di reggino Tommasina Cotroneo - i rappresentanti della ditta appaltatrice hanno realizzato un perfetto connubio affaristico-mafioso con la cosca imperante nel comprensorio di Polistena, di fatto affidando in toto forniture e servizi alle ditte nella titolarità o disponibilità dei Longo, finanche assumendo tra le maestranze parenti e soggetti vicini agli accoliti della consorteria”.

In manette ex consigliere comunale di Fondi
Tra gli arrestati dell'operazione c'è anche Antonio Ciccarelli, 61 anni, del Pdl, consigliere comunale di Fondi (Latina) fino al maggio del 2009 nonché geometra responsabile della società Gival srl. Ciccarelli è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa insieme all'amministratore unico della società Francesco Palermo (61 anni nativo di Battipaglia in provincia di Salerno), all'altro geometra Gianluca Calzaretta (39 anni nativo di Eboli, Salerno) e all'assistente di cantiere Francesco Guarini (26 anni di Battipaglia).
Per gli altri soggetti raggiunti dall'ordinanza di custodia cautelare le accuse sono invece di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, danneggiamenti, infiltrazione negli appalti pubblici e nelle attività economiche.
In manette anche Maria Rosa Grimaldi, la moglie del boss Vincenzo Longo (che secondo gli investigatori sarebbe la cassiera della cosca da quando il marito ne aveva preso la reggenza in seguito all'omicidio di Giovanni Longo 'u signurinù avvenuto nel 2001) e Domenico Aquino, di 59 anni. Intercettato in carcere mentre conversava con la moglie ed il figlio Giovanni, infastiditi per quanto pubblicato su Il Quotidiano, in relazione all'arresto del capo famiglia. Nell'ambito della conversazione è Giovanni Aquino a dire al padre di “avere avvicinato il giornalista di quel giornale, tale Papasidero di Polistena, avvertendolo di stare attento a come parli”.

Sequestrati beni per 30 milioni di Euro

Duro colpo per la cosca Longo anche dal punto di vista economico.
Beni per il valore di 30 milioni di euro sono stati confiscati tra la Calabria e il Lazio. Insieme a due ville residenziali e 13 ditte tra Polistena, Fondi e Roma.