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News 'Ndrangheta: salta l'amministrazione comunale di Desio

'Ndrangheta: salta l'amministrazione comunale di Desio

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Dimissioni di massa per il coinvolgimento nell'inchiesta “Infinito”
di Aaron Pettinari - 27 novembre 2010
Che al comune di Desio ci fossero problemi non era un mistero.
L'operazione "Infinito" della Dda di Milano, scattata lo scorso luglio - oltre 300 arresti in tutta Italia tra cui 50 in Brianza - aveva messo in evidenza connivenze tra centri di potere affiliati alla 'Ndrangheta e personaggi vicini alla macchina comunale.
    

Nell'inchiesta erano finiti, anche se non come indagati, uomini politici, tra cui tre esponenti del Pdl; il presidente del Consiglio comunale Nicola Mazzacuva, il consigliere comunale Natale Marrone e l'ex assessore provinciale Rosario Perri, che per anni era stato il dirigente dell'Ufficio tecnico comunale. Dalle indagini erano anche emersi i nomi del consigliere regionale Massimo Ponzoni e del presidente dell'Asl di Monza, Pietrogino Pezzano, anche se tutti gli interessati hanno sempre smentito qualsiasi legame con la vicenda. Subito il consigliere regionale del Pd Giuseppe Civiti aveva chiesto a Roberto Maroni di sciogliere e commissariare il Comune di Desio per infiltrazioni mafiose, ma il ministro dell'Interno non ha raccolto l'invito e così il sindaco Mariani, eletto solo nello scorso aprile, ha continuato, tra le polemiche, a governare.
Non bastavano le intercettazioni tra Natale Marrone (all'epoca dei fatti coordinatore del Pdl, dimessosi dall'incarico ma non dal Consiglio) che chiedeva al boss Candeloro Pio una vendetta nei confronti di Rosario Perri; o quelle di quest'ultimo in cui parlava di soldi nascosti nei tubi di casa. Vi erano anche registrazioni di conversazioni in cui alcuni affiliati della "locale" che parlavano tra di loro proprio di Nicola Mazzacuva.
Ieri però c'è stata la svolta e i consiglieri comunali di Pd, Italia dei Valori, Desio Viva, Movimento 5 Stelle e Lega Nord hanno rassegnato le dimissioni, provocando così lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento dell'amministrazione fino alle prossime elezioni. La decisione del Carroccio di abbandonare al suo destino il sindaco Giampiero Mariani (Pdl) è arrivata dopo che già i tre assessori leghisti avevano lasciato la giunta chiedendo «un segnale di discontinuità»; segnale che non è arrivato, convincendo i consiglieri della Lega a unire le loro dimissioni a quelle dei rappresentanti dell'opposizione.