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News ''Togliamo il segreto di Stato sulle stragi!''

''Togliamo il segreto di Stato sulle stragi!''

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Oltre 20 mila persone firmano l'appello a Napolitano e D'Alema
di Maria Loi - 26 novembre 2010 -
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Roma. Via il segreto di Stato sulle stragi. E’ l’appello inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al presidente del Copasir, Massimo D’Alema, da alcuni politici ed intellettuali e dalle associazioni dei parenti delle vittime delle stragi, dopo la sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Brescia che ha mandato assolti per insufficienza di prove gli imputati per la bomba di Piazza della Loggia, a Brescia, lo scorso 16 novembre.

Un’assoluzione su cui hanno pesato segreti e reticenze. E che ha lasciato - lo ha detto bene Umberto Ambrosoli – un grande “senso di sconfitta”.
All’indomani da quella sentenza, il giornalista Paolo Brogi ha sostenuto un’iniziativa affinché venga tolto il segreto di Stato sulle stragi. L’appello vede tra i firmatari del documento anche lo scrittore Roberto Saviano, Susanna Camuso, segretaria del Cgil, Rosa Calipari, Rosario Priore, giornalisti, storici e i familiari delle vittime.
L’appello chiede tre semplici cose: che siano aperti tutti gli archivi con una gestione che ne faciliti l’accesso a tutti i soggetti interessati; che vengano fatte decadere tutte le classificazioni di segretezza su tutti i documenti relativi all’evento in possesso in particolare dei servizi segreti, della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, che i documenti vengano catalogati e resi pubblici senza distinguere tra documenti d’archivio e d’archivio corrente; che venga rispettata la legge 124/2007 che regola il segreto di Stato secondo la quale il limite massimo del segreto deve fermarsi a 30 anni, una volta trascorsi quegli anni i documenti devono essere resi “pubblici e consultabili”. Su quest’ultimo punto però c’è  una polemica tra il Copasir (favorevole al termine dei 30 anni per il segreto di Stato) e la commissione consultiva del governo Berlusconi presieduta dall’ex presidente della Corte Costituzionale Renato Granata secondo la quale il segreto potrebbe essere prolungato oltre i 3 decenni.
Tuttavia occorre precisare che la decorrenza dei 30 anni scatta non da quando il fatto si è verificato, ma dal momento in cui il segreto è stato apposto e confermato dalla presidenza del Consiglio.
L’aspetto più drammatico è che il governo non si è ancora pronunciato in merito all’assenza di “specifici decreti attuativi”. “Non è accettabile – si legge infatti nell’appello – che il termine dei 30 anni possa essere prorogato”.
All’appello Massimo D'Alema ha risposto “Desidero assicurare il mio impegno quale presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sui temi segnalati, da ultimo, nell'appello rivolto innanzitutto al presidente della Repubblica. Giustamente, il vostro testo  richiama la piena attuazione della legge n. 124, che è anche la legge che ha istituito il Copasir e che gli ha assegnato compiti più incisivi rispetto agli Organismi parlamentari precedenti”. Quanto al "segreto di Stato" D'Alema ha assicurato che il "Comitato ha svolto pienamente le sue funzioni di controllo in relazione al suo utilizzo nei casi più recenti, così come risulta dalla relazione annuale resa pubblica già dal luglio scorso”.
Anche il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha commentato la proposta dichiarando che “la legge sul segreto di Stato se si vuole può anche essere cambiata”. “Sono sempre per la totale trasparenza” ha aggiunto.
Il documento ha ricevuto già moltissime adesioni. Si parla di oltre 20 mila firme, a dimostrazione che è sempre più forte il desiderio di fare luce sui fatti criminali che hanno sconvolto il nostro Paese.

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