Archivio Antimafia Duemila

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News Sottoposti al pizzo i locali da San Benedetto a Fano. Nella lista anche il Babaloo

Sottoposti al pizzo i locali da San Benedetto a Fano. Nella lista anche il Babaloo

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di Dora Quaranta - 4 agosto 2010
Ancona.
Un’agguerrita organizzazione criminale riscuoteva il pizzo su tutto il litorale marchigiano da San Benedetto a Fano. Il sodalizio, capeggiato secondo gli inquirenti da Salvatore Perricciolo, calabrese di 30 anni residente a Montegranaro e da Marco Schiavi, 36 anni di Loreto, era dedito anche al traffico di droga ed armi.
   
  

Le indagini della Squadra Mobile sono partite nei primi anni del 2009 per fare chiarezza sulla presenza nel territorio marchigiano di pregiudicati soprattutto siciliani (stanziati nella zona di San Benedetto del Tronto) dediti al traffico di droga ed armi, all’usura e al racket collegati con pugliesi, calabresi e albanesi radicati nelle province di Fermo, Ascoli e Macerata. L’operazione denominata Gustav è culminata nel luglio di quest’anno con 20 ordinanze di custodia cautelare. Nei giorni scorsi la Dda di Ancona ha notificato a tutti gli indagati la chiusura delle indagini preliminari che riguardano il primo filone della maxi inchiesta.
Ieri è stato arrestato B.L. di 32 anni di Loreto sfuggito alla cattura il mese scorso perché latitante all’estero. Per l’accusa avrebbe trasportato ben 7 kg di esplosivo per conto dell’organizzazione. Tra gli indagati figura Gianfranco Schiavi di 65 anni detto “Il Mastino” detenuto all’ergastolo perché mandante della strage di Sambucheto del marzo del ’96. Schiavi a detta degli investigatori avrebbe contattato nel 2009 i proprietari del Babaloo di Potenza Picena per conto del clan e garantire la protezione in cambio della riscossione del pizzo pari inizialmente a 1.000 euro mensili poi salito a 4.000 euro. In caso di diniego il noto locale sarebbe stato dato alle fiamme. 1.500 euro mensili sarebbero stati chiesti per la protezione delle discoteche Le Gall e Zen di Porto San Giorgio il cui proprietario però non risulterebbe solo come parte offesa, in quanto, secondo la procura, avrebbe chiesto a due degli indagati di incendiare il Cocoloco di Porto San Giorgio.
Fino ad oggi l’operazione Gustav ha condotto anche al sequestro di diverse armi e munizioni in varie località marchigiane.