Archivio Antimafia Duemila

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News 41 bis, una telecamera in meno per Salvatore Lo Piccolo

41 bis, una telecamera in meno per Salvatore Lo Piccolo

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di Maria Loi – 24 marzo 2010
Roma. Ieri le principali agenzie di stampa hanno battuto la notizia che il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto che il boss Salvatore Lo Piccolo non venga più ripreso nella toilette della sua cella, accogliendo così l’ordinanza con cui la Cassazione...



...aveva annullato il regime di videosorvegliana totale a cui era stato sottoposto nel carcere milanese di Opera. Uno degli avvocati difensori di Lo Piccolo, Maria Teresa Zampogna, ha parlato di “trattamenti degradanti e inumani”, ma cosa risponderebbe l’avvocato a tutte quelle persone che hanno perso i propri familiari sotto le bombe stragiste?
A nostro parere si sta perdendo di vista la reale finalità per cui il 41 bis era stato pensato e approvato. Il carcere duro infatti ha lo scopo di impedire che il mafioso continui ad essere tale rafforzando le misure di sicurezza con riguardo principalmente alla necessità di prevenire contatti con l’organizzazione criminale di appartenenza, introducendo restrizioni nel numero e nella modalità di svolgimento dei colloqui, la limitazione della permanenza all’aperto e la censura della corrispondenza. Misure restrittive necessarie proprio per evitare quella continuità dei rapporti tra gli esponenti carcerati e quelli a piede libero.
Vanno in questa direzione le recenti dichiarazioni dell’On Giuseppe Lumia e del pm Antonio Ingroia sulla riapertura di Pianosa e l’Asinara che negli anni passati hanno garantito il massimo della sicurezza e l’effettività del 41 bis.
 “Il carcere duro non ha una funzione penalizzante per il detenuto – ha detto Ingroia – ma ha solo lo scopo di impedire che il mafioso possa continuare ad essere tale. E questo obiettivo si realizza evitando di fargli pianificare affari e strategie. Ovvero impedendogli di comunicare all’esterno. Oggi è necessario considerare qualcosa di più insidioso – ha concluso il magistrato – il sistema mafioso integrato. Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra fanno affari insieme. Ecco perché gli incontri in carcere fra esponenti di organizzazioni criminali diverse sono davvero pericolosi”.
La questione del regime carcerario dei mafiosi dovrebbe essere un nodo centrale dell’azione dello Stato nel contrasto alla mafia. Per tale motivo discutere sulla legittimità del carcere duro significa sottovalutare la reale complessità del fenomeno mafioso.