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News Inzerillo condannato in appello

Inzerillo condannato in appello

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di Dora Quaranta - 11 gennaio 2010
Palermo.
Vincenzo Inzerillo, ex senatore democristiano, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi dalla prima sezione della corte d’appello di Palermo.





Inzerillo è accusato di concorso in associazione mafiosa, un reato che è stato modificato rispetto al primo grado dove il capo di imputazione era associazione mafiosa.
L’ex senatore è stato arrestato il 15 febbraio del 1995 ed è rimasto in carcere fino al dicembre del 1997. In primo grado la seconda sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Leornado Guarnotta, nell’anno 2000 gli ha inflitto 8 anni di detenzione. Nel 2004 Inzerillo è stato assolto in appello. Nel 2006 la Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio. Ora è giunto il nuovo verdetto d’appello con la condanna a 5 anni e 4 mesi.
Numerosi pentiti avrebbero indicato Inzerillo come un politico in stretti rapporti con esponenti di spicco di Cosa Nostra. Il collaboratore Gioacchino Pennino avrebbe dichiarato di averlo visto negli anni ’80 in compagnia di alcuni boss anche latitanti di Brancaccio-Ciaculli e lo avrebbe additato come “uomo d’onore”. Vincenzo Sinacori di Mazara del Vallo avrebbe raccontato che nei primi del ’94 in un villaggio turistico di Cerda ci fu un incontro tra Nino Mangano, Gioacchino Calabrò e Peppe Ferro con Matteo Messina Denaro, Bagarella e Giuseppe Graviano. Durante quella riunione, sempre secondo Sinacori, giunse Inzerillo che si trattenne per circa un’ora con Bagarella e Messina per dire loro che “con le stragi non si conludeva niente ma che si doveva agire in un altro modo”, per esempio con la formazione di un movimento politico che portasse in Parlamento uomini incensurati ma membri di Cosa Nostra per affrontare la legge sui pentiti e il 41 bis. Anche Salvatore Cancemi e Giovanni Drago hanno deposto contro Inzerillo. Drago avrebbe detto che Inzerillo, quando era assessore comunale, autorizzò la costruzione di alcuni immobili in cambio di tangenti. Drago sarebbe stato informato di questo da Giuseppe Graviano.