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News ''Bellu lavuru'': condannati in ventisette

''Bellu lavuru'': condannati in ventisette

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di Monica Centofante - 24 novembre 2009
Reggio Calabria.
Si è concluso con ventisette condanne e sei assoluzioni il processo denominato “Bellu Lavuru” su presunte infiltrazioni mafiose negli appalti della Statale 106, celebrato a Reggio con il rito abbreviato.




Nella giornata di ieri il gup Domenico Santoro ha letto il dispositivo nell’aula bunker di viale Calabria davanti agli imputati chiusi nelle gabbie. E al termine di un’udienza che aveva registrato le dichiarazioni spontanee del sindacalista Sebastiano “Nuccio” Altomonte, accusato di associazione, che si è dichiarato estraneo da ogni accusa.
Molto dure le conclusioni della requisitoria del pubblico ministero Giuseppe Lombardo, che aveva chiesto quasi tre secoli di reclusione, ottenendo in tutto 198 anni e 4 mesi.
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri con il coordinamento della Dda, era volta appunto a svelare gli affari delle cosche mafiose nell’ambito dei lavori sulla Statale 106, nel territorio di Palizzi.
Secondo l’accusa i cantieri erano entrati nell’orbita delle famiglie ‘ndranghetiste dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti, Talia, Maisano e Vadalà, considerate dominanti sul territorio compreso tra Bova Marina e Africo. E sarebbero state le cosche a gestire il controllo del movimento terra, dei trasporti e dei lavori tramite l’imposizione di mezzi e manodopera.
L’operazione, sfociata poi nel processo, era scattata nel giugno del 2008 a carico di 31 persone accusate di associazione mafiosa e armata finalizzata alla spartizione e gestione di appalti pubblici, all'infiltrazione in pubbliche amministrazioni locali e regionali, al procacciamento di voti e altro. 42 in tutto gli indagati e, tra questi, Giuseppe Morabito “Tiradritto”, il genero Giuseppe Pansera e Antonio Mafrica, tutti rinviati a giudizio e sotto processo con rito ordinario.

Fonte: la Gazzetta del Sud