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News ''Con l'arresto di Raccuglia altissimo il rischio di una nuova faida in provincia''

''Con l'arresto di Raccuglia altissimo il rischio di una nuova faida in provincia''

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di Aaron Pettinari - 17 novembre 2009
Colloquio con il sostituto procuratore di Palermo, Francesco Del Bene, analizzando gli scenari futuri dopo il vuoto lasciato dal "veterinario".





Dottor Del Bene, qual'è la portata dell'arresto di un boss come Domenico Raccuglia?
Sicuramente si tratta di un arresto di primissimo livello ed è evidenziato dallo spessore criminale che questi aveva all'interno di Cosa Nostra. Una figura carismatica che era riuscita ad estendere il proprio controllo sulla provincia. Ma questa operazione è importante perché così si è dato un sengale forte della presenza dello Stato
 
Quando avete capito che Raccuglia poteva nascondersi a Calatafimi?
Nello specifico è chiaro che non posso rispondere ma l'arresto è stato possibile dopo aver seguito i movimenti di alcuni personaggi che risultavano quantomeno vicini al latitante, fino ad arrivare al luogo della cattura. C'è da dire che Raccuglia negli anni è stato sempre molto accorto negli spostamenti e ciò da ancora più valore a quanto è stato fatto durante questa indagine.

Avete usufruito di contributi provenienti anche da altre inchieste?
No. Questa indagine ha avuto un proprio sviluppo senza intrecciarsi con altre operazioni. Dobbiamo quindi distinguere l'inchiesta sulla latitanza di Raccuglia e quella che riguarda gli spostamenti della famiglia del latitante. Il blitz compiuto un mese fa non era altro che un controllo di routine svolto dai carabinieri.

In quell'occasione sotto il letto della moglie venne trovato del denaro liquido e domenica, all'interno della sua borsa, ne è stato trovato in gran quantità (138 mila euro). Cosa significa?
Significa che era un boss in piena attività, che deteneva ingenti somme di denaro. A cosa però questo fosse destinato è tema d'indagine, così come stiamo analizzando il contenuto dei pizzini che abbiamo rinvenuto all'interno della suddetta borsa.

messina-denaro-matteo-web-big.jpgPer quello che può dire, fino a che punto era arrivata l'alleanza con il boss trapanese Messina Denaro? Solo questioni d'affari o c'era dell'altro?
Non abbiamo elementi per stabilire che tra i due vi fossero dei contatti. Va anche detto che questa indagine  è limitata sugli spostamenti di un soggetto e alla ricerca del latitante di Altofonte. Ma non possiamo ignorare che questi si stava nascondendo a Calatafimi, nel trapanese. Per una valutazione di natura logica è lecito pensare che il Messina Denaro non fosse all'oscuro e che avesse dato il proprio assenzo alla presenza di Raccuglia sul suo territorio.

E' lecito pensare che il Racuglia, negli ultimi tempi, fungeva da cuscinetto tra il territorio di Palermo e quello di Trapani? Qual'è lo scenario in questa terra di confine non più controllata dal boss? Temete una nuova guerra di mafia?
A mio avviso si può essere molto preoccupati. In particolar modo vedo con poco piacere la situazione nel mandamento di Partinico dove le fibrillazioni si avvertono da diverso tempo, ancor prima dell'arresto di Raccuglia. Ora poi che non c'è più questa figura 'ingombrante' le famiglie di quelle zone potrebbero cercare di prevalere una sull'altra. Credo però che questo discorso non riguardi anche gli altri territori dove Raccuglia poteva avere una certa influenza ma non in un modo così radicato.

Quindi con la scarcerazione di Michele Vitale il suo ruolo di supervisione a Partinico si poteva considerare definitivamente esaurito o continuava ad avere una certa influenza sul mandamento?
Lui ha svolto a lungo il ruolo di 'commissario' per conto dei Vitale anche prendendo posizioni importanti nella faida interna tra partinicesi e borgettani. Si era espresso in prima persona a favore dei primi appoggiando la loro candidatura per il controllo del mandamento ma già prima dell'uscita dal carcere dei Vitale aveva già spostato i propri interessi altrove. Non a caso aveva deciso di cambiare anche la zona in cui trascorrere la propria latitanza.

In che modo, invece, l'arresto di Raccuglia può influenzare gli equilibri ai vertici dell'organizzazione criminale? Nicchi potrebbe essere l'uomo giusto accanto a Messina Denaro?
Sinceramente credo che a livello generale gli equilibri di Cosa Nostra non vengano modificati di molto. Il Raccuglia si era occupato soprattutto di riorganizzare l'organizzazione criminale in provincia, mentre a Palermo non ha mai rivolto il porprio interesse. Basti pensare che durante l'operazone Perseo il suo nome non compare in nessuna intercettazione, a differenza del Messina Denaro che invece viene interpellato per esprimere il proprio parere sulla diatriba interna tra i gruppi palermitani. Per quanto riguarda Nicchi è chiaro che il suo è il nome su cui ora si concentrano le attenzioni maggiori. Quello tra lui e Messina Denaro può essere il nuovo duopolio per quanto concerne la Sicilia occidentale con il boss di Castelvetrano che assume un ruolo dominante per caratura e spessore all'interno dell'organizzazione mafiosa. Nicchi, anche se può contare su buoni appoggi con Cosa Nostra americana, è pur sempre un giovane boss e non detiene l'esperienza necessaria per essere considerato capo assoluto”.