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News I soldi regalati da Berlusconi a Catania

I soldi regalati da Berlusconi a Catania

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di Maria Loi – 20 ottobre 2009
Catania.
Il 4 novembre 2008 gli investigatori intercettano il ragioniere capo del Comune di Catania Francesco Bruno che parla dall’altra parte del filo con un personaggio non ancora identificato del comune di Lampedusa. Quest’ultimo chiede che anche Lampedusa possa accedere ai fondi FAS (Fondi aree sottoutilizzate) come ha fatto Catania.


La risposta di Bruno però non ammette repliche: “Se lo può dimenticare perché sono cose politiche, infatti è stata fatta a Roma e Catania”. Il riferimento è al finanziamento di 140 milioni di lire stanziato dal Cipe (Comitato per la programmazione economica) per saldare il buco economico lasciato dalla precedente amministrazione di centro – destra a Catania allora  guidata da Umberto Scapagnini amico e medico personale del premier Silvio Berlusconi. Sull’impiego di questi soldi la procura di Catania ha aperto un’inchiesta coordinata dal procuratore capo Vincenzo D’Agata e dai suoi sostituti Tiziana Laudani e Alessandro La Rosa per abuso d’ufficio. Esiste anche un’altra inchiesta parallela volta a fare chiarezza in particolare sulla voragine debitoria del comune di Catania ad opera dei sostituti procuratori Giuseppe Gennaro, Francesco Pulejo e Andrea Ursino con  l’aggiunto Marisa Scavo i quali hanno rinviato a  giudizio Scapagnini, i suoi assessori e alcuni funzionari. Questo secondo filone d’indagine ha preso il via dalle denunce dell’ex deputato del Pdci Orazio Licandro.
Ad incastrare l’attuale sindaco Raffaele Stancanelli e il ragioniere Francesco Bruno è anche un’altra intercettazione, quella del 18 settembre 2008. Quel giorno il sindaco parla al telefono con il suo ragioniere e gli confida che ha appena parlato con Berlusconi il quale vuole una scusa per poter destinare i soldi del comune. Per avere il denaro il sindaco inventa una lista di opere da realizzare e la invia al Cipe. Ci penserà poi il governo, con un decreto ad hoc, a destinarli alla copertura dei disavanzi.
Con la delibera 92 viene finalmente varato il finanziamento di 140 milioni di lire. E’ lo stesso Stancanelli a confessare “abbiamo inventato un elenco di cose per 140 milioni … c’è stato un accordo” stipulato con il premier che si era preso a cuore le sorti di Catania.
Ma prima ancora che i soldi arrivassero, il sindaco Scapagnini ne aveva già utilizzato una parte per coprire i buchi di bilancio del biennio 2003 e del 2004, soldi che in realtà non potevano essere usati per coprire bilanci vecchi. Questo significherebbe che il Comune di Catania era già fallito allora.