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News Lavori A3: sequestro beni per ingerenze clan Mancuso

Lavori A3: sequestro beni per ingerenze clan Mancuso

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di Aaron Pettinari - 13 ottobre 2009
Vibo Valentia.
Ieri mattina la Dia ha messo i sigilli al patrimonio (60 mln di euro) dell'imprenditore Giuseppe Prestanicola, di Soriano, già destinatario di una misura di custodia cautelare per concorso esterno...




...in associazione mafiosa nell'ambito dell'operazione avvenuta in febbraio e denominata “Autostrada”.
ll provvedimento è basato sulle risultanze delle complesse indagini patrimoniali condotte nell'arco di tempo compreso fra il 1990 e il 2007. L'indagato viene indicato – assieme agli imprenditori Salvatore Mazzei di Lamezia Terme e Antonino Chindamo di Vibo (per il quale il gup ha revocato la misura cautelare) – quale "tramite" della cosca Mancuso di Limbadi per gli "affari" che la 'Ndrangheta avrebbe intessuto, negli anni oggetto dell'indagine, sui lavori per l'ammodernamento del tratto A3 compreso fra gli svincoli di Lamezia Terme, Pizzo e Sant'Onofrio.
Le cosche avrebbero imposto alle ditte appaltatrici il pagamento di una tangente, chiamata "tassa governativa" per compiere i lavori. Catalizzatore della "tassa" (l'1% sull'importo dell'appalto) sarebbe stata, appunto, la cosca Mancuso che si occupava anche della pianificazione del lavoro stesso. I lavori, infatti, venivano subappaltati alle imprese che sarebbero state indicate dal clan di Limbadi, in quanto disponibili a filtrare illecitamente profitti ai gruppi egemoni tramite l'emissione di fatture gonfiate e coperte da una contabilità di comodo. In particolare nel recente decreto di sequestro verrebbe evidenziato il ruolo di Prestanicola come figura che gestiva direttamente i rapporti con i rappresentanti delle imprese appaltatrici (fra cui l'Ati Toto spa-Schiavo & C spa) e che curava l'aspetto relativo al pagamento delle somme da riconoscere alle cosche.